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The Fratellis
Costello Music
2006
Island/Universal
di Stefano De Stefano
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Sulla copertina del cd c’è scritto il loro nome con dei caratteri grassocci, quasi fosse un disco dei Beach Boys. Qualcosa di simile al primo album dei Thrills, che indulgeva fin troppo alle suggestioni che dalla California Brian Wilson sembrava promanare. E invece il disco di debutto dei Fratellis guarda alle melodie inglesi degli anni Sessanta, con un energico piglio da pub rock che sa tanto di Jam, Kinks e sopratutto dei primi Supergrass (e guarda caso dietro "Costello Music" c’è Tony Hoffer, già in passato al fianco della band di Oxford). Operazione commerciale? Fenomeno pompato da NME e dai media inglesi a caccia di nuovi gruppi da bruciare in pochissimo tempo? Il dubbio è legittimo ma di fatto The Fratellis (che devono il nome alla banda di ladri presente nel film “The Goonies” del 1985, oppure a un velato omaggio ai Ramones) debuttano con un disco decisamente piacevole e divertente. Nulla di nuovo per carità. Ma, in un periodo in cui lo spigoloso post punk e la romantica new wave affogano il mercato, fa piacere vedere che questo trio di Glasgow guadagna visibilità con un’irresistibile vena pop che ricorda, seppur in parte, il debutto dei Supergrass nel 1993 o dei Mando Diao dieci anni dopo. “Costello Music”, che non è un omaggio al noto Elvis ma a un musicista fittizio del film “Still Crazy”, è fino alla sesta traccia un disco praticamente perfetto: melodia, energia e armonie mutuate direttamente dagli anni Cinquanta e Sessanta. “Henrietta” apre facendo il botto, “Whistle For The Choir” accarezza con una romantica ballata acustica da cantare sotto la finestra della propria amata. E mentre “Chelsea Dagger” è perfetta per essere inscenata in un classico pub inglese tra sfrenati hooligan vogliosi di esprimersi e divertirsi, “Doginabag” parte flirtando con le settime minori del blues per finire dalle parti dei Beatles. La parte centrale del disco accusa momenti di stanchezza con canzoni che non colpiscono in modo particolare, mentre l’uno-due finale “Got My Nuts From a Hippy” / “Ole Black’n’Blues Eyes” ridesta l’attenzione in chi ascolta. “Costello Music” non è un disco innovativo, ma ha il pregio di essere suonato e arrangiato in modo accattivante. Proprio come piace agli inglesi, amanti dei coretti da pub e dei battiti di mani. Che poi The Fratellis siano o meno la next big thing di provenienza UK è da vedere. Il 1 Febbraio 2007 sono al Rolling Stone di Milano: una buona occasione per verificare quanta sostanza c’è dietro le macchinazioni di mercato britanniche.
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29/11/2006 -
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