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Thom Yorke
The Eraser
2006
XL
di Fabio Valerio Romano
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In attesa del nuovo lavoro dei Radiohead, Thom Yorke decide di raccontare le sue paure, il suo disappunto verso ciò che ci circonda, la guerra in Iraq; e lo fa attraverso “The Eraser” primo esperimento in collaborazione con il caro amico Nigel Godrich nelle vesti di assemblatore e produttore. ‘This record would not have happened without Radiohead, and their total faith in me’ dichiara Tom, quindi tutti coloro che già ipotizzavano un eventuale carriera solista del frontman del gruppo, dovranno ricredersi: per ora non se ne parla. "”The Eraser” è l'insieme di diverse idee che ho accumulato da quando ho imparato ad usare efficacemente il mio laptop. Ero molto entusiasmato dall'idea di utilizzare solamente suoni, campioni e cose che avevo sul mio computer.’ Il risultato: un vero e proprio trip, dove la voce di Tom traghetta le anime in un una sorta di limbo sonoro: premete play, levatevi le scarpe, chiudete gli occhi e ci siete, “The Eraser” cancellerà tutto. 9 tracce per una durata complessiva di circa 40 minuti: si parte soft con la title track dove il piano e la voce fanno da padrone, la ritmica sembra quasi passare in secondo piano lasciando a Tom quel compito di “Caronte dannato”. "Analyze": ‘Stai solo recitando una parte/Non c'è tempo per una psicoanalisi’: un atmosfera pacata, tranquilla alla ricerca della serenità e dell’interazione fra suoni e mente, in una sorta di immagginario virtuale che sembra reale. Si prosegue con "The Clock": ‘Stai solo facendo scivolare le tue mani sull'orologio’, ma qui il tempo è relativo, scandito da campioni sintetici, ripetitivi in netta contrapposizione con la voce. Avanti così fino a "Skip Divided", traccia che divide l’intero lavoro: da qui in poi si cambia uscendo dalla stanza in disordine, dove tutto scompare. Tom sembra recitare su di un tappeto di suoni cupi, ansiosi, intrisi di preoccupazioni. "Atoms For Peace" prende il titolo da un vecchio slogan della presidenza Eisenhower adottato dall'Agenzia Atomica Internazionale: ‘Così tante bugie, troppe bugie/Ma avverti l'amore che ne viene fuori’, traccia dichiaratamente politica dove il minimalismo di suoni sembra quasi evidenziare l’inutilità della guerra. "And it rained all night": ora inizia il vero teletrasporto dove il ‘click click clack’ scandito su di una possente batteria elettronica e languide sonorità fanno la cornice di un quadro astratto tinto di rosso sangue. "Harrowdown Hill": è il nome del posto dove trovarono il cadavere del suicida David Kelly, la «talpa» del Ministero della Difesa Britannica grazie al quale la BBC aveva denunciato le manipolazioni del dossier sulle armi di distruzione di massa irachene. In questo e nel successivo pezzo Tom esprime tutto se stesso immergendosi completamente nella ritmica accarezzando con la sua voce quel “fluttuare di suoni” a lui tanto congeniali. In particolare "Cymbal Rush" rappresenta la massima espressione dell’intera opera: suoni “trance” e un piano di accomagnamento, creano un atmosfera malinconica e rilassata. Del resto anche il testo: ‘Prova a salvare la tua casa / Prova a salvare le tue canzoni/ Prova a fuggire / Ma non allontanarti’ aiuta. Sicuramente non è un album orecchiabile, ed un ascolto disimpegnato non permette di percepire le numerose sfumature di suoni capaci di suscitare emozioni sempre diverse.
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22/11/2006 -
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