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Un ego spudoratamente incontenibile ed un sacco di soldi fatti con il primo disco: questo è in sintesi “Doctor’s Advocate”, secondo album per The Game, rapper di Compton, Los Angeles. Venuta meno la presenza di Dr. Dre alla produzione dei beats a The Game non resta che sborsare un monte di soldi per ingaggiare alcuni tra i più costosi producers del momento e chieder loro delle basi che suonino molto West-Coast-gangsta a costo di ricalcare migliaia di clichés. E’ tutto terribilmente banale e già sentito in “Doctor’s Advocate” anche se suona bene e magari, a tutto volume dai finestrini abbassati della vostra macchina, fa pure la sua porca figura. In questo sforzo di suonare genericamente Dre-st Coast perdono la loro identità e originalità anche campioni del beat come Just Blaze, Scott Storch e Kanye West mentre restano illu! stri sconosciuti personaggi mai sentiti come Urban Ep Pope, Reefa o Jonathan J.R. Rotem; comparsate più o meno superflue e comunque in stile “mi-sforzo-solo-perché-mi-pagano” anche per Will.I.Am, Hi-Tek, Jelly Roll, Nottz, Swizz Beatz e Mr. Porter. Al microfono The Game non è mai stato un drago: il flow è monotono e monocorde, privo di qualsiasi agilità od originalità; gli argomenti trattati fanno davvero cascare le braccia: costante e generica autocelebrazione (arriva a definirsi “il Rakim della West Coast”!!?! oppure “il migliore da quando sono morti 2Pac e Biggie”!?! tutto MA NON le bestemmie!!), odi a quanto sia duro il ghetto e quelli che vi sono cresciuti (ricordo che “Straight Outta Compton” degli N.W.A. è uscito nel 1989…siamo nel 2006…), viva la ganja e la figa (capirai la novità!) e pochissimo altro. Insomma ci troviamo di fronte ad ! un tentativo di creare un “The Documentary” part 2 ma senza i mega-singoloni come quelli con 50 Cent prodotti da Dre sul primo disco. Inutile quindi sottolineare come questo nuovo album non possa che essere inferiore al precedente. In positivo possiamo citare la grassa ritmica di “Compton” (niente di nuovo comunque, anzi, gli arrangiamenti di Will.I.Am qui ricordano un po’ certe cose di Jay Dee), “Let’s Ride” di Scott Storch (che non è niente di che ma si lascia abbastanza ascoltare) e “One Night”, prodotta da Nottz, con un onesto beat Dre-st Coast che non irrita troppo plagiando qua e là. “Ol’ English” di Hi-Tek sembra venire da un altro disco molto più rilassato e laid back (qualcosa tipo Devin “The Dude”) e, tutto sommato, qui fa una figura decente. Il resto è un concentrato frullato di stere! otipi West Coast, suoni e samples triti e ritriti riproposti come fossero nuovi: non sembra vero che in “Remedy” uno come Just Blaze se ne esca con la milionesima versione del sample di piano di “Black Steel In The Hour Of Chaos” dei Public Enemy…o che abbia il coraggio di firmare la conclusiva e interminabile “Why You Hate The Game” Che dire poi della ripetitiva banalità di “One Blood”, dello Scott Storch spompo di “Too Much”, della base pietosa che fornisce Kanye West per “Wouldn’t Get Far” Le due basi firmate dallo sconosciuto Jonathan J.R. Rotem sono una peggio dell’altra: “Doctor’s Advocate” fa venir voglia di dormire mentre “California Vacation” è imbarazzante nel suo rubare suoni e atmosfere a 15 anni e più di gangsta rap. “Looking At You” sembra la versione 2006 d! i “The Watcher” di Dr. Dre. “Scream On ‘Em” è irritante con la sua produzione piatta e le continue urla in sottofondo. Chiudo sui pezzi con la moscia “Around The World” prodotta da Mr. Porter (Kon Artis dei D12): provate a non prendere a martellate il tasto di skip! Credo si sia capito che “Doctor’s Advocate” non è proprio il gran disco che in molti si aspettavano e per i dj non sarà semplicissimo trovarci dentro qualcosa che “spacchi” davvero sulla pista. Magari venderà per il nome del nostro e per la spinta della Geffen, non certo perché abbia chissà quale merito artistico. Una linea contenuta in “Da Shit” chiarisce lo spessore, la sostanza e gli argomenti del personaggio The Game: “Anche senza il Dottore vengo comunque dalle strade di Compton!”. Sorry, ma non basta... proprio no. Corro a riascoltarmi “Hate It Or Love It”, “How We Do” e gli altri pezzoni dal suo primo disco!
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