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AA.VV.
World Circuit Presents…
2006
World Circuit
di Francesco Donadio
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Allo scoccare del 20° anno di vita, l’etichetta londinese World Circuit festeggia il ragguardevole genetliaco regalandosi e regalandoci un doppio sampler di assoluto livello, proponente tracks celebri, chicche varie nonchè qualche pezzo in precedenza non edito. Quando si parla di World Circuit, è inevitabile cantare le lodi di Nick Gold – ideologo e deus ex-machina di questa che è forse la principale etichetta della cosiddetta world music –, scopritore dei celeberrimi Buena Vista Social Club e del meno noto ma immenso Ali Farka Tourè. In due parole: Cuba e Africa, ove l’indefessa aspirazione alla perfetta sintesi tra le due (superficialmente) antitetiche tradizioni del son cubano e delle molteplici forme musicali prodotte in Mali, in Marocco e in Senegal, è la principale chiave del successo, nei passati quattro lustri, della World Circuit. Ne è esempio lampante il raffinato jazzato “Tumbangà” del conguero cubano Orlando Cachaito Lopez (uno dei migliori brani della raccolta) che si avvale delle soavi coloriture della tromba del sudafricano Hugh Masekela il quale, nel racconto dello stesso Gold – sue le gustosissime e informative liner notes dell’album – “passava per caso in città”. Ma non è affatto un caso se “World Circuit Presents…” contiene parecchi dei capolavori prodotti nell’ambito della world music negli ultimi vent’anni, con soverchiante (e ovvia) preminenza per il filone “Buena Vista Social Club” e per quello della scena del Mali padrinata dal recentemente scomparso Ali Farka Tourè. Svettano l’iper-celebre “Chan Chan” (del BVSC), l’ipnotica “Soukora” in cui Ali Farka è affiancato dall’affidabile sei-corde di Ry Cooder, “Rire Zarga Ouana” del marocchino Bellamoud Messaoud, uno dei più bei pezzi “raì” che si siano mai ascoltati, e l’incanto orchestrale di “Tapha Niang” di Toumani Diabatè. E trattasi solo dei vertici di una raccolta che svolge egregiamente la doppia (intenzionale) funzione di introdurre i neofiti al poliedrico e sfaccettato universo della World Circuit, offrendo nel contempo motivi di interesse anche ai frequentatori abituali, grazie all’inclusione di rarità e inediti (6 in tutto) di cui almeno uno che ha dell’imperdibile: Ali Farka Tourè dal vivo a Bruxelles nel 2005 che esegue un folgorante desert blues dal titolo “Amandrai”. A volergli trovare il pelo nell’uovo, su “World Circuit Presents…” c’è troppa Cuba e troppa poca Africa, ma qui poi è pure una questione di gusti, e se non si fosse capito il sottoscritto è convintamente schierato dalla parte di Ali Farka Tourè e dei suoi sodali dei polverosi deserti del Mali: andando a stringere, la loro è pura psichedelìa African-Style, niente di più niente di meno.
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05/11/2006 -
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