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J Dilla
The Shining
2006
Bbe
di Michele Cavagna
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‘Fanculo i pietismi e le fregnacce post-mortem: il signor Jay Dee si becca dal sottoscritto una recensione seria e rispettosa di lui come artista, non come artista morto! Sono sicuro che, potendolo fare, approverebbe e apprezzerebbe. Dilla ci porta nella sua versione di ‘Shining’ (il film di Kubrik). Il disco infatti ripercorre il film riprendendone a tratti le atmosfere e citandone continuamente il sonoro (voci, musiche e rumori di fondo): lunghi sample tratti dal capolavoro di Kubrik vengono “appoggiati” sulle basi musicali entrando a far parte integrante della produzione: J Dilla crea così molteplici piani di ascolto e l’effetto è come se le tracce avessero più di una sola dimensione. A tratti il tocco morbido e ‘soul’ di Dilla contrasta con le atmosfere morbose e drammatiche del film creando uno strano sdoppiamento di sensazioni; altre volte invece le basi si fanno cupe e minacciose e si sposano perfettamente ai toni del sonoro cinematografico sovrapposto. Il disco, come il film, si apre in maniera minacciosa e stranamente inquietante con una “Geek Down” piena di ronzii e suoni abrasivi che si mescolano a meraviglia con i sample di voci, grida e rumori: sembrerebbe preannunciare un disco quasi da horror; la traccia è rovinata, per fortuna solo in parte, da un Busta Rhymes completamente fuori posto che urla come un dannato cose come: “questo è un fottuto fuoco, evacuate il fottuto edificio, Dilla facciamo alla griglia questi stronzi!...”: sia chiaro che nessuno si offende, solo preferiamo sentirlo rappare e non gridare inutili frasi sconnesse da bulletto. Dopo l’intro, in realtà, il disco acquista toni più pacati, più alla Jay Dee per così dire: bassi morbidi e avvolgenti, sample di archi e fiati, voci soul e collaborazioni interessanti; molto buona quella di Common nell’ottima “E=MC2”, forse il pezzo migliore; fantastico Pharoahe Monk nella bella “Love”; piuttosto monotona “Baby” dove si segnala Guilty Simpson mentre Madlib è assolutamente inconsistente; la morbida “So Far So Good” è un tipico pezzo alla Dilla e vi troviamo ancora Common questa volta in compagnia di D’Angelo. A questo punto, a metà disco, si “rompe” qualcosa, come nel film quando Jack Nicholson impazzisce completamente…troviamo tre pezzi di fila molto scuri e cupi: la traccia sette “Jungle Love” è durissima e minimale, lo stacco è nettissimo rispetto ai pezzi precedenti; vi troviamo ancora Guilty Simpson stavolta insieme a Med; la seguente strumentale “Over The Breaks” è davvero inquietante e nera con suoi sintetizzatori disturbanti; chiude il terzetto “Body Movin’”, tetra e minacciosa come fosse davvero un film horror. Dopo questi passaggi scabrosi torna il morbido abbraccio del Jay Dee più soul e ovattato: “Dime Dice” fluisce come fosse olio anche se permane un leggero velo scuro; “Love Movin’” (con Black Thought) accenna appena un ritorno di tensione ed ansia ma ormai il “peggio” è passato. Il disco si chiude al meglio con l’affascinante “Won’t Do”: classico suono Jay Dee al suo top. Alla fine “The Shining” è un bel disco, interessante ed avventuroso; se poi vi piace lo stile di Dilla e/o siete appassionati del film (ma attenzione! la versione dei dialoghi è naturalmente in inglese) non rimarrete delusi. Non è il migliore disco prodotto dal nostro (ed il suo flow non è mai stato granché) ma è veramente godibile: mi raccomando, su con i bassi ed il volume per apprezzare al meglio la produzione avvolgente e per captare tutti i particolari del suono che è veramente molto stratificato. Bella Jay! Massimo rispetto!
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12/10/2006 -
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