|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Sean Lennon
Friendly Fire
2006
Capitol
di Stefano De Stefano
|
|
È da sempre che il pop si ispira ai Beatles, oscillando tra il genio regolare di McCartney e l’estro obliquo di John Lennon. E Sean Lennon decide di uscire a otto anni dal precedente Into The Sun con un tributo alla musica che l’ha cresciuto. “La ragione per cui faccio musica sono mio padre e i Beatles. Posso dire molto onestamente di avere un legame molto profondo con ogni periodo del suo lavoro.” Non poteva essere altrimenti del resto. Quaranta minuti di sogni beatlesiani, dieci istantanee che, se ascoltate a occhi chiusi, danno l’impressione di vedere ancora la figura smilza di John aggirarsi tra gli strumenti. Sarà che la voce è la stessa. Sarà che il modo in cui pronuncia certe sillabe è impressionante. Fatto sta che "Friendly Fire" è un disco di genere, pieno zeppo di riferimenti e atmosfere lennoniani. Un disco quasi visionario, cinematografico. E infatti per ogni traccia è stato creato un cortometraggio firmato dalla regista Michelle Civetta. Molti gli attori-amici di Sean che intervengono, da Asia Argento a Carrie Fisher, ma non è certo il dvd allegato il valore aggiunto di questo disco. È semmai l’ispirazione, la voglia di appropriarsi di una parte della propria vita molto spesso saccheggiata da band improvvisate. Come a dire: ascoltate come si fa un disco alla John Lennon, è il figlio che sta parlando. Melodie che sembra di conoscere da una vita, delicatezza di arrangiamenti e la sensazione di poter conservare questo disco tra Double Fantasy del 1980 e Mind Games del 1973. Sean Lennon non ha vergogna di mostrare quanto sia simile al padre. Non può sottrarsi, proprio lui, alla principale influenza di vita e arte che il mondo gli ha riservato. E consegna a chi si emoziona nel vedere Dhani Harrison assieme a Ringo e Paul un pezzo di nostalgia. “Falling Out Of Love”, il singolo “Dead Meat” e “Spectable”: solo alcuni dei titoli che riempiono di ricordi e suggestioni questo album. E ovunque aleggia lo spettro del Beatle Walrus (anche se alla fine John confessò: the walrus was Paul): impressionante in una canzone come “Tomorrow” o “Wait For Me”, perfino penetrante nella cover di Marc Bolan “Would I Be The One”. Non è un disco innovativo ma dov’è la sorpresa? L’eredità in questo caso non pesa come macigno, essendo piuttosto un tesoro da custodire gelosamente. Sean Lennon oggi ha trentuno anni: a quell’età John incideva Imagine. E Friendly Fire va preso per quello che è: l’album di un figlio d’arte. Del più grande di tutti. E chi si accosterà con queste premesse per un attimo tornerà a sognare. You may say I’m a dreamer but I’m not the only one, sembra dire oggi Sean.
|
|
06/10/2006 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|