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Daniel Johnston
Lost And Found
2006
Sketchbook/Goodfellas
di Giancarlo De Chirico
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Dopo l’eccellente “Fear Yourself” del 2003 e soprattutto dopo una lunga serie di problemi di salute legati ad una malattia mentale che ogni tanto ne limita l’attività musicale, torna a farsi sentire Daniel Johnston, cantautore e disegnatore originario di Sacramento che, a 45 anni d’età e con 28 album alle spalle, è diventato il nuovo genio della musica americana d’autore. Grazie al suo approccio deliziosamente “lo-fi” e assolutamente indipendente al rock and roll, l’artista si è guadagnato la considerazione della critica e un seguito di pubblico affezionato e partecipe che da “Hi How Are You” del 1983, non perde un colpo della sua produzione forse un po’ lunatica, ma quanto mai significativa e fertile. L’indie-pop raffinato e sapientemente bizzarro di Daniel Johnston trova le sue radici nella musica di Jonathan Richman & The Modern Lovers, ne eredita la stessa semplicità, lo stesso gusto “naive” per delle ballate minimali, ricche di “groove” ma poveramente arrangiate, proprio come quella “Rock This Town” che apre questo suo nuovo album. Molto importante nello stile musicale di Daniel Johnston anche l’influenza “very British” evidenziata da un brano come “The Beatles”, riproposta di una canzone omonima del 1983, anche se poi in un altro episodio, intitolato “Try To Love”, l’impatto melodico sembra preso in prestito da “Ruby Tuesday”, che è invece una vecchia canzone dei Rolling Stones “It’s Impossibile” e “ Lonely Song” sono delle “pub songs” che giocano e si divertono sul tema dei fallimenti in amore e della solitudine, mentre “Foolin’” è un “boogie woogie” disincantato e volutamente distratto, a sentirla bene appare proprio come una parodia delle sue stesse sofferenze. Su “Haunt” si avvertono gli echi dell’ondata psichedelica degli anni Sessanta e le liriche riflettono quella tendenza ad estraniarsi da tutto e tutti che è propria dell’autore, nei suoi momenti di crisi depressiva. “Rock Around The Christmas Tree” è un rock and roll semplice e sincero, con citazioni Velvet Underground, invece un pezzo come “ History Of Our Love” evoca molto - ancora una volta - i Beatles. “Wishing You Well” (as I spend time in Hell) ) parla con chiarezza di quei disturbi psichiatrici che gli hanno procurato ripetuti ricoveri, infine “Everlasting Love“ suona come un tributo al pop rock raffinato di Elvis Costello. Daniel Johnston non ha passato molto tempo in studio, e si sente, le canzoni non sono molto strutturate sul piano armonico e non raggiungono i vertici dei brani inseriti su “1990” , il suo capolavoro, ma l’album è comunque ricco di spunti geniali. Da segnalare anche che il film documentario a lui dedicato e intitolato “The Devil & Daniel Johnston” ha ottenuto un grande successo negli U.S.A. al Sun Dance Film Festival, culla del cinema indipendente.
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11/08/2006 -
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