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“Blood Sweat & Towers”, esordio su lunga distanza dei britannici Towers Of London, è un prodotto emblematico della contraddittoria fase che sta vivendo la scena rock UK: da un lato, uno stra-ordinario fermento di bands e locali, dall’altro una sconcertante tendenza a riproporre il già proposto miriadi di volte, senza che una sola voce critica si elevi sdegnata dalla massa rammollita e/o corrotta e/o consenziente ad obiettare: o.k., ma quand’è che tornate a proporci qualcosa di NUOVO? I Towers Of London in realtà sono cinque ruggenti cafoni londinesi che si sono dati i nomi di Donnie Tourette (voce), Dirk Tourette (chitarra ritmica), The Rev (solista), Tommy Brunette (basso) e Snell (basso). Ambirebbero ad essere un incrocio tra i Sex Pistols e i Guns’n’Roses, ma sembrano piuttosto i figli bastardi dei (mediocri punk-rockers crucchi) Die Toten Hosen e degli (hard-rockers finlandesi specializzati già di loro nel riciclo) Hanoi Rocks. Suonano punk rock (dicono) ma è un punk stilizzato, riciclato e rimasticato, e sentito mille volte, non ultimo – in questa forma – dagli altrettanto inutili (oggi) Green Day. Vorrebbero essere oltraggiosi e debosciati, ma paura non ne fanno e scandalo non ne creano. E’ tutto già visto – il look alla Mick Ronson epoca 1973 – e già sentito – canzoni che vorrebbero essere provocatorie ma sono solo volgari come “Fuck It Up” (qui anche in versione acustica alla The Alarm). Un disastro, in sostanza, utile solo per un quindicenne di provincia in cerca di un’alternativa alla fuffa di MTV; lui, magari, il disco lo comprerà, magari sulla base della copertina (figa…), ci si appassionerà per un paio di mesi e poi, sperabilmente, passerà a qualcosa di più serio. Come secondo passo, Die Toten Hosen e Hanoi Rocks andranno già meglio. Da “Blood Sweat & Towers” si salva, forse, solo (forse) “How Rude She Was” - già uscita come singolo - semi-plagio dei Libertines dalla bella melodia accompagnato dalle sottili liriche: “Boozing at Koko she don’t wanna pogo / What did you say? / Standing around walking along / But whoa it’s too late…”. In breve, il perfetto suggello di 7 mesi di rock britannico, di 7 mesi di vita vissuta nell’anno di grazia 2006 fatti di sangue, sudore e…torri (!?)…
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