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Il briciolo di notorietà di cui gode Doug Sahm (alias Sir Douglas) dalle nostre parti risale essenzialmente al singolo “She’s About A Mover”, moderato “hit” nelle classifiche USA nell’anno di grazia 1965, e divenuto in seguito un classico del “garage-punk” primigenio, tanto da essere incluso nella versione quadrupla di “Nuggets” confezionata dalla Rhino qualche anno fa. Fin qui l’Europa (e il grosso degli States). Ma nel Texas, suo stato d’origine, Doug Sahm è stato – fino alla prematura scomparsa, avvenuta nel 1999 – un’icona, un simbolo paragonabile a quello che può rappresentare un Pino Daniele per Napoli: dopo la sua celebrata fase post-beatlesiana con il Sir Douglas Quintet, Sahm ha infatti operato – sempre al massimo livello – in ambito country e tex-mex, e senza dimenticare l’amato rhythm’n’blues, facendosi vieppiù apprezzare dagli appassionati di musica dello Stato dalla Grande Stella. Questo live coglie Sahm estemporaneamente ancora a fianco dell’amico Augie Meyers – organista, fisarmonicista e “storico” partner musicale – per una delle tante “reunion” del Sir Douglas Quintet, che ebbe luogo il 21 gennaio del 1981 in occasione di un concerto della serie Austin City Limits trasmesso dall’emittente televisiva locale KLRU-TV e – che dire? – è un brillantissimo “party record”. C’è aria di festa e di ballo fin dalle note iniziali di “Mendocino”, uno dei classici tex-mex di Sahm; soprattutto, però, il Sir Douglas Quintet quella sera rievocò i Sixties, intesi come il garage-twist di “96 Tears” (cover dei conterranei texani ? & The Misterians), il rock’n’roll di “Tonite, Tonite”, il british beat di “Who’ll Be The Next In Line” dei Kinks, la psichedelia garage di “You’re Gonna Miss Me” dei 13th Floor Elevators e, naturalmente, il Texas-beat di derivazione mod della immancabile “She’s About A Mover”. Ancora tex-mex puro e duro, poi, con il medley “Ya No Llores / Chicano” e con la bellissima “Goin’ Down To Mexico” a firma Augie Meyers (per l’occasione alla fisarmonica), canzoni da cui i losangelini Los Lobos, proprio in quegli anni, trassero senza dubbio una qualche utilissima lezione. Raccolta pertanto divertente, anche se non fondamentale per cogliere appieno la complessità e l’eclettismo del personaggio e musicista Doug Sahm. A tal fine, si consiglia come punto di partenza “The Best Of The Sir Douglas Quintet” – di recente ristampa su Sundazed - contenente i brani fondamentali incisi dal quintetto in piena “British Explosion”, ovvero: “She’s About A Mover” e… tanto altro.
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