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Negli anni Sessanta era un “teenage idol” di un certa importanza, poi aveva deciso di farsi da parte e da allora in poi le sue incursioni sulla scena musicale sono state davvero rare. Adesso, a ben undici anni di distanza dalla pubblicazione del suo ultimo disco, e a 63 anni compiuti, Scott Walker si ripresenta al pubblico con questo “The Drift”, uno degli album più dolorosi e più intensi che ci sia mai capitato di ascoltare in questa ultima decade. A metà strada fra canzone d’autore e musica contemporanea, brani come “Clara”, “Jolson And Jones” e “The Escape” si disinteressano totalmente degli stilemi della musica pop commerciale, intrecciano discorsi struggenti fra parole, suoni, rumori d’ambiente e grida soffocate, rivelano una traccia teatrale interna e una profonda consapevolezza delle storie drammatiche che raccontano, si dipanano in una serie di biografie di solitudine e di morte, colpiscono chi ascolta come il suono di una sirena d’allarme, bastano a loro stessi, si rifiutano di piacere. Le note di un pianoforte disegnano melodie presto interrotte, la voce è spezzata, talora affranta, e un inquietante minimalismo armonico copre lunghi tratti dell’album, ma poi all’improvviso viene come sopraffatto da eventi esterni, quali un jazz soprano lancinante ed indiscreto, una “piece” orchestrale di natura epica o ancora, da momenti di musica dodecafonica. Scott Walker canta di gente “alla deriva”, la sua voce dà un senso alla sofferenza, le note delle sue composizioni sono distaccate e dolenti, talvolta lontane, la sua musica - ora fragorosa ora silente e sospesa nel vuoto - è il regno dell’inquietudine, è la colonna sonora di un abbandono. Ascoltare questo disco è un’esperienza unica, quasi mistica, ma necessita un approccio particolare, fuori dai canoni del Rock generalmente inteso, dentro una musicalità più totale, che trova le sue radici nei corridoi stretti e contorti della psiche, si rivela ultimativa ed imponente, unica e sola sinfonia dei nostri tempi, visionaria ed allucinata espressione in musica del disagio di un’anima. Da ascoltare.
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