|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Paul Weller
Catch The Flame
2006
Pinnacle
di Fabrizio Biffi
|
|
Chissà se c’era effettivamente bisogno di un doppio live di Paul Weller nel 2006, queste produzioni sono, diversamente dall’epoca del vinile, un’opera discografica molto impegnativa e sempre meno simbolica. Una spiegazione potrebbe essere nascosta tra le pieghe del narcisismo che Weller non teme mai di sbandierare in ogni possibile occasione. L’ex mente e leader dei Jam, e l’ex motore degli Style Council, è per gli inglesi una influentissima eminenza grigia dell’intero movimento pop-rock, mentre per il pubblico italiano rimane il Cappuccino Kid dei periodi easy soul degli Style Council. In realtà Paul Weller è un musicista coi piedi per terra che con questa antologia dal vivo segna il suo territorio in modo inequivocabile: la sua musica è quella di oggi, di ieri e dell’altro ieri, con lo stesso marchio di fabbrica inconfondibile e spigoloso. In "Catch The Flame" stanno insieme i cardini fondamentali di oltre venticinque anni di storia musicale che, se sentiti tutti di un fiato, vengono incastonati nello stile inconfondibile del Weller 2006 senza alcuna forzatura. Nella prima parte scorrono gli episodi più recenti della discografia Welleriana ("The Weaver", "Out Of The Sinking", "From The Floorboards Up") insieme a pezzi del primo periodo da solista ("The Changingman"). Ma è nella seconda tranche del live, interamente registrato all’Alexander Palace di Londra nel dicembre del 2005, che si assaporano le radici musicali del Modfather arricchite anche da omaggi e cover (vedi "I Walk On Gilded Splinters" di Dr. John). Accompagnano Weller in questo lungo itinerario dal vivo musicisti di lungo e fidatissimo corso (Steve White, Damon Minchella, Steve Craddock, Seamus Bagen). Troppo facile per gli hooligans del nostro amato P. Weller perdersi nel crescendo finale, una sorta di fuoco d’artificio musicale che, in rapida sequenza, mette in fila "That's Entertainment", "Long Hot Summer", "Shout To The Top" e "Town Called Malice". La sceneggiatura di "Catch The Flame" finisce con il delitto perfetto, e i grandi elettori di Weller escono soddisfatti e rassicurati da una performance piena e sanguigna. Non poteva essere altrimenti, anche alla luce delle recenti dichiarazioni dello stesso Weller che non sembra in alcun modo appendere gli scarpini al chiodo. Rimane il dubbio, un po’ fine a se stesso, che questa doppia antologia live abbia potuto allargare la schiera dei proseliti oltre i confini dello zoccolo duro di ex fan dei Jam e dei suoi attuali estimatori over 40. Chissà se questo riuscirà a levare il sonno al nostro amato padrino, sempre più ispirato ad un ruolo di guida musicale ostica e anticonformista che può sopravvivere proprio grazie al sostegno di una platea di estimatori follemente innamorata del suo stile e della sua musica.
|
|
29/06/2006 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|