|
Vi ricordate di Eugene Kelly, ex leader dei Vaselines, la band che sembrava poter continuare sulle orme dei Nirvana di Kut Cobain subito dopo la fine dell’era “grunge”? Lo abbiamo rivisto non molto tempo fa in concerto dal vivo, insieme a Isobel Campbell, lo stiamo ascoltando adesso su “Man Alive”, il suo nuovo album solista. Ebbene, potete dimenticare le sonorità abrasive e distorte di “Son Of A Gun”, perché l’album si rivela ricco di piacevoli e sofisticate “pop ballads” che di tanto in tanto sono ravvivate da qualche intervento di chitarra elettrica e poco più. Probabilmente Eugene Kelly ha scelto la strada di un “mainstream” rock gradevole, ma non certo aggressivo, per poter meglio raccontare le sue storie autobiografiche e comunicare a noi tutti un ritrovato equilibrio, una nuova maturità. Sotto questo punto di vista l’album si accetta volentieri, ma come punto di partenza di una sua nuova fase artistica, che taglia i ponti con il passato, come lui stesso ci racconta su “Older Faster”, un addio in musica ai suoi amici di un tempo, allo stile di vita precedente. Su “I’m Done With Drugs” viene messo in primo piano l’amore di una donna, unica vera cura contro la tossicodipendenza, su “Bridge From Eden” viene tracciato un parallelo fra disastri ecologici e relazioni interpersonali sbagliate, come se la tossicità dell’ambiente dipendesse anche dalle nostre ossessioni morbose, dal nostro essere possessivi e gelosi, è un aspetto interessante, forse ha proprio ragione lui! Sorprendono gli arrangiamenti deliziosi di “The Healing Power Of Firewalking” in cui troviamo un Eugene Kelly positivo e festante con “ gli occhi finalmente aperti” sul mondo, su “She Wears My Ring” poi rilegge Bob Dylan e Johnny Cash, e diventa un intrattenitore romantico. Intendiamoci, nulla da ridire, l’album è di buona fattura, il “songwriting” è valido ed autentico, se proprio volessimo trovare a “Man Alive” un difetto, manca quell’elettricità figlia dell’inquietudine che caratterizzava certi suoi singoli con i Vaselines e che, tanto per fare un esempio, stentiamo a riconoscere nel pop-melodico e in quei coretti “sixties” di “Noise And Smoky Breath” e di altre delle nuove canzoni.
|