|
Una volta aveva rivelato a molti una realtà sconcertante: “Non hai avuto le vertigini sopra la Torre Eiffel perchè c’era foschia”. Fermi tutti: abbiamo paura solo quando sappiamo che dobbiamo averla? Si è aperta una finestra nella mia stanza buia: ecco qualcuno che ha imparato a guardare la realtà. Con sottile ironia, certo. Con immensa lucida follia. In modo anche incomprensibile a volte. E continua a non smentirsi. Dopo “Caramella Smog” (pubblicato nel 2003), in cui aveva fatto da padrona la sua anima da telespettatore inquietato (o inquietante?), ecco il nuovo disco, “L’Aldiqua”, composto interamente a Cattolica, suo luogo di nascita e d’infanzia. Viene da chiedersi cosa l’abbia ispirato nella sua città natale: tornata la voglia di provare ad essere libero ad ogni costo? Rinato il desiderio di diventare più alto? Oppure non è forse arrivato a una maturità diversa? Verrebbe da dire di sì leggendo i suoi testi: una full immersion nella realtà, questa volta non più da telespettatore. Forse è vero che in una canzone come “Occhiali rotti”, dedicata a Enzo Baldoni, a colpirlo sono state di nuovo le immagini televisive: eppure c’è qualcosa di più profondo in questa toccante lirica, una sensazione che non si stia parlando di cronaca ma semplicemente di un uomo, quell’uomo, i suoi occhiali, irrimediabilmente rotti (e tutti sappiamo perché) eppure forse ancora utili per qualcuno. E poi “Lo Scrutatore non votante”, una canzone scritta di getto, che ci riporta nella realtà d’oggi: la realtà di chi non prende posizione, di chi se ne sta al margine delle cose senza scendere in pista. Ci siamo sentiti tutti “atei praticanti” almeno una volta, e cosa si può aggiungere, Samuele fa centro di nuovo: quando si tratta di definire il mondo circostante non c’è poeta migliore di lui. Affronta con leggera disinvoltura gli argomenti più distanti, dall’eterno lavorare in prova in “Sicuro precariato” alla vagamente oscura “Soggettiva del pollo arrosto” (lasciamo a menti più illuminate la parafrasi e restiamo con il dubbio: è una metafora o è riuscito nell’impresa di interpretare il punto di visto di un pollo?), fino alla ghost track, un omaggio a un cantastorie di Cattolica, Lino detto Baratle, che lo ha probabilmente ispirato a diventare quello che è: non un romanziere, non un semplice musicista: un vero cantastorie della musica. Nessuna novità. Samuele Bersani si conferma tra i più talentuosi cantautori italiani e l’Aldiqua è tutto da ascoltare: per capire che non c’è bisogno di superare confini irraggiungibili per trovare paradiso ed inferno. Niente occhi all’insù verso il cielo, né terrore di sentire la terra tremare sotto i piedi, laggiù dove fa tanto caldo: no, è tutto lì fuori dalla finestra, e Samuele lo sa.
|