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StudioDavoli
Decibels for Dummies
2006
Record Kicks
di Claudio Biffi
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Lontani dalle atmosfere indie rock dell’altra famosa band salentina dei Negramaro e molto più suadenti del freddo jazz del dj Nicola Conte, gli Studiodavoli avevano già ben impressionato con il precedente “Megalopolis” ma senza il consenso del grande pubblico, piuttosto un passaparola tra gli amanti delle atmosfere rilassate e rilassanti più vicine alla cosiddetta scena lounge. Morbido swing dall’atmosfera retrò “Kiss” è il brano ideale per risaltare la splendida e sensuale voce di Matilde Davoli accompagnata solo da piano a coda e chitarra. Fedele al motto “less is more!” “kiss” rappresenta perfettamente gli Studiodavoli oggi insieme ad “All the things” brano contenuto già nel singolo promozionale, gustoso assaggio di questo nuovo album Decibels for dummies. Il cd esce a due anni di distanza da Megalopolis (2004) album di debutto, al suo interno 13 brani nei quali convivono tutte le influenze del loro mondo sonoro; dalla proto psichedelia di The Piper At The Gates Of Dawn dei Pink Floyd, al modernariato sonoro di Komeda e Broadcast, dai Beatles di Revolver ai Moloko passando per la Morr Music dei Guther ed il pop scandinavo. Decibels for Dummies è stato registrato e mixato presso il Sudestudio di Lecce da Stefano Manca con l’apporto creativo di Populous dj produttore del momento che incide per la prestigiosa Morr Music di Berlino (Lali Puna/Tarwater) con il quale il gruppo collabora da tempo sia dal vivo che in studio. Il susseguirsi dei brani ci evoca luoghi di relax e voglia di vacanza e ozio, di distacco completo dallo stress quotidiano con un orecchio alle reminiscenze musicali dei passati anni 50/60 rielaborati ma molto evidenti nell’uso di strumenti come il vibrafono ed il pianoforte a coda oppure il fin troppo evidente richiamo alle colonne sonore dei telefilm inglesi o americani degli anni 70 (Il fuggitivo, Attenti a quei due, etc.) in “City Dweller” mentre le note nordiche di “I Prefer” ci riportano alla mente i Kings of Convenience, veri maestri della rarefazione musicale. Molto beat ma senza esagerare “Optical Love” , sinuosa e retrò “Crystal Camp”,sull’onda delle melodie Air e Zero7 “It Could Last Forever” e “Sexsuite”, molto malinconica e distaccata “You don’t sing it right”. Se per tutto il disco si ha la sensazione di percorrere un cammino segnato dai modelli internazionali del genere lounge/club di un certo livello, l’omaggio alla musica italiana con “Senza Fine”, deliberatamente rielaborata sulla voce di Matilde, forse può aprire uno spiraglio sulla via del successo per la famiglia De Rubertis.
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24/05/2006 -
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