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Insieme ai Damned e ai Sex Pistols, agli Sham 69 e agli Stranglers, sono stati fra i primi a cavalcare l’ondata punk inglese di fine anni settanta, erano il gruppo preferito da Kurt Cobain dei Nirvana, e non hanno ancora perduto la voglia di colpire. Questo “Flat-Pack Philosophy”, il nuovo album dei Buzzcocks di Pete Shelley non è certo il disco di chi cerca disperatamente di mettere insieme i cocci e di ripartire, al contrario possiede al suo interno una carica di energia, trasgressiva e dinamitarda, che in pochi riconoscono nei nuovi gruppi inglesi, molto fighetti, poco sinceri. La passionalità viscerale e autoflagellante di un brano come “Wish I Never Loved you”, un “punk anthem” devastante e serrato, è il marchio di fabbrica del vero punk delle origini, la malevolenza di “Sound Of A Gun” e di “Soul Survivor”, con quelle chitarre strofinate e distorte sempre in primo piano, ci rivitalizza molto ma molto di più dei vari yogurt probiotici oggi in commercio, il “punk and roll” divertente e vibrante di “Reconciliation”, “Dreaming” e “Look At You Now” ci mette tanta birra in corpo, ci protegge contro falsità e ipocrise, “Credit” poi è fantastica, la dedichiamo idealmente a quanti preoccupati e “seriosi” si azzannano per qualche euro in più, per poi scoppiargli a ridere in faccia. Sorprende in positivo la ritrovata coralità della band su “I Don’t Exist” e “I’ve Had Enough”, brani che sono brevi e veloci, cotti e mangiati, come una volta, ma che spargono tutto intorno tanta energia, tanto sudore e molte vibrazioni giuste. Concludiamo con “Sell You Everything” un pezzo che ci riporta davvero al punk primordiale, caldo e ribelle, volutamente anarchico e inconcludente. Buzzcocks, un nome una garanzia…di divertimento assoluto e spregevole, di impegno antagonista e di una carica elettrica contagiosa e benefica. Procuratevelo!
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