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Vengono da Athens, proprio come i R.E.M. di Michael Stipe, sono reduci da un tour con i Church, la “cult band” australiana di qualche anno fa, hanno al loro attivo collaborazioni con Wilco e con i Guided by voices, si chiamano Elf Power, sono il nuovo nome della scena “indie” americana e pubblicano adesso - a due anni di distanza dal loro ultimo album - questo bellissimo “Back To The Web”, una vera sorpresa, un cd che viene accolto positivamente da chiunque si appresti all’ascolto. Il disco è autoprodotto e si compone di melodie pop decisamente affascinanti, merito dei grandi sforzi compositivi di Andrew Rieger, il principale “songwriter” del gruppo, che è da sempre avido consumatore di musica etnica e folk, americana, medio orientale e balcanica. E così dopo un album decisamente “rock oriented” come quello del 2004, gli Elf Power dimostrano adesso di aver rapidamente raggiunto maturità e consapevolezza con questo loro nuovo disco, decisamente più oscuro, più acustico e al tempo stesso psichedelico e corale, una sorta di manifesto di un folk orchestrale talmente bello da lasciare senza fiato. La band è composta da Andrei Rieger alla voce, da Laura Carter alle tastiere, da Jimmy Hughes alla chitarra, da Brian Pole al basso, John Fernandes al violino, da Heather McIntosh al violoncello, e da Josh Lott alla batteria. Le prime tre canzoni, intitolate rispettivamente “Come Lie Down With Me” , “An Old Familiar Scene” e “Rolling Black Water” , sono dei veri piccoli capolavori, l’impronta R.E.M. è davvero riconoscibile, ma non infastidisce, al contrario esalta l’ascolto. Assolutamente preziosa e questa volta originale ed intensa “The Spider And The Fly” , così inquieta, percussiva ed intensa, un brano da brividi! Piacevolmente andanti si rivelano invece delle ballate “country western” come “Peel Back The Moon” e “23rd Dream”, mentre sono infarciti di psichedelica brani come “Somewhere Down The River”, “Under The Northern Sky” e Back To The Web”, la “title track” di questo ottimo album. C’è un qualcosa di Marc Bolan dei T. Rex, nella voce di Andrew Rieger, c’è l’impronta psichedelica dei Church, ci sono le melodie acustiche dei primi Pink Floyd, accenni al “folk revival” di Bob Dylan, il tutto accanto all’afflato “pop” ereditato direttamente dai R.E.M.. Malgrado l’incredibile numero di citazioni di influenze artistiche, gli Elf Power dimostrano tutte le carte in regola per andare avanti da soli e l’ascolto di questo album ci regala sensazioni oltremodo gradevoli e davvero squisite.
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