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The Organ
Grab That Gun
2006
Too Pure
di Jacopo Aloisi
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Dopo l’ascolto di questo cd non si può certo dire che le Organ siano molto originali. Al primo arpeggio di chitarra credi si tratti di un album degli Smiths. Andando avanti ti rendi conto che si tratta solo di un’imitazione. Le Organ, quintetto di Vancouver interamente femminile, dimostrano un grande attaccamento al pop-rock anni 80. Il loro secondo lavoro in studio, Grab That Gun, uscito una prima volta nel 2004, è stato ristampato quest’anno dalla Too Pure records. Undici canzoni che ripropongono fedelmente i suoni degli Smiths, Joy division e Cure. Brani dannatamente malinconici e profondi. Come “Brother”, il brano che apre il disco, dove è racchiusa tutta la musica della band. Un brano duro alleggerito dalla voce, dolce e arrabbiata allo stesso tempo, di Katie Sketch, leader della band. Il disco scorre velocemente tra arpeggi di chitarra, giri di basso semplici e un organo in sottofondo che rende l’atmosfera ancora più drammatica. Esce da questi canoni ”No one has every looked so dead”, ballata contaminata da un continuo scambio di opinioni tra la chitarra e l’organo. L’album si chiude con una traccia interamente strumentale. ”Grab That Gun” è un album che non lascia il segno. Un album già sentito e risentito. Piacevole per i nostalgici della musica anni 80 a cui sicuramente uscirà una lacrima quando ascoltando quei suoni torneranno in mente quegli anni. Le Organ sono completamente ancorate al passato. Un aspetto negativo che non permette il raggiungimento della maturità del gruppo, il quale si limita a imitare modelli.
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28/04/2006 -
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