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Fumisterie
Kreuze Und Krokodile
2006
Autoprodotto
di Emanuele Tamagnini
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Voglia d'autunno. E' una giornata opprimente. Nervosa. Tesa. Voglia di Fumisterie. Le nuvole non riescono a coprire, però, i fasci di luce che tagliano il surrealismo definito del nuovo (secondo-atteso) album del quartetto romano (attivo come Fiori Nel Fango già dal 1995). "Kreuze Und Krokodile" è titolo dal labiale squadrato, freddo, spigoloso. Che svela l'esatto contrario lungo tredici storie che già ci appartengono. E' il capolavoro dell'anima. Quella caleidoscopica dei Fumisterie, già ampiamente apprezzata nel debutto "Scandalo Negli Abissi" (2003), che rivelava una vena ispirata tendente al pop screziato di dolcezza scritto da una talentosa mano autorale. Una gestazione lunga - con un cambio alla batteria - ha condotto la band alla realizzazione di un disco perfetto e profondo. Dove ad esaltarsi è il loro post cantautorato che viaggia e germoglia tra la spiderland di Louisville, la Genova in bianco e nero degli anni '60 e la Oxford bagnata dalle dilatazioni liquide. La penna di Marco Sutera crea solchi dolorosi. Autobiografici. Una katharsis che esorcizza illuminazioni armoniche, melodie raffinate, che toccano le corde del cuore e distendono quelle della mente. Girano i brani, girano da 1 a 13, tornano indietro, si fermano a riflettere. Quando incalza "Rue Amelie, 58" viene la voglia di correre al Quartiere Latino per sentire lo stesso profumo di quei cinque minuti e mezzo. "Ho sempre pensato che viaggiare è per la testa..."... subito dopo la porta si apre con la soluzione che cercavamo ("Officine"). Gustoso e ben incastonato, quindi, il cameo delle Motorama che giocano a fare le bambine nel finale di "Warning". Ma gli amici al seguito non sono terminati. Il flauto traverso del maestro Francesco Leonardi sembra disegnare la scia luminosa della "Cometa" che accompagna il vuoto d'aria compresso in uno dei brani più belli mai scritti dai Fumisterie. Decompressione richiesta. C'è la strumentale "In Coda Alla..." che attende una sapiente rivisitazione di "Bartali", autentico omaggio a Paolo Conte, dove alla voce e alla chitarra acustica compare Damiano Torre (Cremisi/La Rana Complice). Più si cerca e più si scovano perle nascoste. Incastrate tra i lati destro e sinistro di un mare blu che riflette immagini indistinte ("Saliva") grazie anche alle tinteggiature delle tastiere di Fabio Recchia - Inferno/No Ay Banda Trio - sghembe, sovrapposte e sospese come un aquilone spinto dal vento d'estate. "Ar Villaggio" è la cerniera di chiusura. Dove salgono gli umori di una città e l'eterna luce che la irradia. Complice ancora il flauto di Leonardi e l'esperienza di Giampaolo Felici (Ardecore) impegnato alla voce e nella strumentazione varia (kazoo, chitarra classica e mandolini). Malinconico finale di speranza e brividi. "Kreuze Und Krokodile" è uno dei dischi italiani più belli degli ultimi cinque anni. E che sia un'autoproduzione poco importa. Un libro fatto di poesia e giudizio. Di ricordi e lunghe camminate. Domani saremo perfetti, vicini e distanti.
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
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27/04/2006 -
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