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I Calexico, da Tucson, Arizona, nati da una costola dei Giant Sand di Howe Gelb, si sono sempre distinti fin qui per la loro capacità di uscire fuori dai canoni musicali ordinari e di stupire. Giunti al loro quinto album, riducono al minimo il ricorso alle marimba, ai mariachi e alle trombe, insomma a quella impronta decisamente tex-mex che aveva caratterizzato dischi importanti come “ Hot Rail” e “The Black Light” e tornano alla musica delle loro radici, abbracciando di nuovo il “country-folk” delle origini. Sarà stata la collaborazione con gli Iron & Wine, oppure anche il recente tour americano con Wilco, fatto sta che John Convertino e Joey Burns si sono concentrati molto di più sulla forma canzone, regalando però ad ogni singolo brano raffinatezza stilistica, genio e tanta classe. Influenzati anche dalla recente rivisitazione dei dischi di Vic Chesnutt, Sam Beam e Bonnie Prince Billy, personaggi poco conosciuti dell’indie rock americano, i Calexico hanno dato vita ad un albumcerto di meno sperimentale, meno effervescente, ma comunque bello e soprattutto molto maturo a livello compositivo. E’ sufficiente ascoltare l’arpeggio acustico iniziale di “Cruel”, il brano che apre il disco, per rendersi conto della nuova trasformazione. Di seguito canzoni come “Yours And Mine”, “Smash” e “ Deep Down” confermano la virata “southwestern” dei due musicisti. In quanto ad un brano come “Bisbee Blue” poi, sembra davvero un “outtake” di “In The Reins” , l’e.p. inciso in collaborazione con gli Iron & Wine “In The Reins” lo scorso anno. Molto belle le armonie scelte per “Panic Open String” e “Lucky Dime“, due “pop songs” di pregevole fattura, altrettanto piacevole il “mainstream” rock di “Letter To Bowie Knife”, un brano “lo-fi” semplice ed immediato, con quel “it’s too late” ripetuto all’infinito nel ritornello. I vecchi fans dei Calexico troveranno soddisfazione in brani come “Roka“, impreziosita dall’intervento vocale molto sensuale di Amparo Sanchez, e come “Nom De Plume”, da una traccia poetica in francese di Marianne Dissard, non dimenticata “vocalist” su “Hot Rail”. Il disco si chiude con una esecuzione fantastica, quella “All Systems Red”, che sorprende non poco, per quei suoi arpeggi folk minimali e scarni iniziali e per quel suo drammatico ed epico crescendo elettrico, una progressione fantastica che conduce al trionfo finale della dissonanza, con una potenza e una furia rock che il duo dei Calexico non aveva mai sperimentato finora. Sotto il profilo delle liriche poi, bisogna evidenziare questa volta una maggiore consapevolezza nei confronti di problemi sociali importanti quali l’inquinamento ambientale (“Cruel”), l’immigrazione (“Roka-Danza de la Muerte”), il fondamentalismo religioso (“Letter To Bowie Knife”), e anche la corruzione del sistema politico americano (“Deep Down” e “All Systems Red”). E’ disponibile nei negozi (e ne consigliamo l’acquisto) una versione del nuovo cd con due “bonus tracks” e un dvd allegato, che contiene “The Making of …”, una esecuzione “live” di “All Systems Red” e una intervista con la band.
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