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Waylon Jennings
Live From Austin Tx
2006
New West Records
di Francesco Donadio
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Nuova puntata della benemerita serie Austin City Limits della New West – volta a riproporre su CD e, anche, DVD, le performance incise da alcuni mostri sacri del Country nel corso degli anni ’80 per l’emittente televisiva KLRU-TV di Austin, Texas – dedicata al leggendario Waylon Jennings, qui colto in azione in un’esibizione datata 1° aprile 1989. Originario di Lubbock in Texas, luogo natale di Buddy Holly che peraltro fu il suo primo scopritore, Jennings fiorì appieno solo negli anni settanta da principio come interprete quindi anche come compositore, fondando di combutta con gli amici per la pelle Willie Nelson e Kris Kristofferson il cosiddetto genere “outlaw” – ed è da non dimenticare come negli anni ’80, insieme ai due succitati più Johnny Cash, diede vita ad un acclamato supergruppo denominato The Outlaws. Jennings è scomparso nel 2002 a seguito di complicazioni legate al diabete, ma il suo status continua ad essere quello del mito, grazie anche alla riscoperta della sua opera da parte delle bands del circuito cosiddetto alt.country. Questo live è altamente consigliato, in quanto trattasi di un succinto sunto del meglio della carriera di Jennings. Il concerto di Austin è inaugurato da “I’m A Ramblin’ Man” e “Rainy Day Woman”, rispettivamente il secondo e il terzo hit da classifica che l’artista texano ottenne nel 1974 (il primo era stato “This Time”). C’è anche la un po’ melensa “Amanda” – un altro successo ma degli anni ’80 – e c’è soprattutto la cover-version della straordinaria “Me And Bobby McGee”, composta da Kris Kristofferson e divenuta, come noto, uno degli standard della San Francisco figliadeifiori grazie all’epocale interpretazione che ne diede Janis Joplin. Jennings rende tributo anche ad Elvis – con l’effervescente cover di “Suspicious Minds” in duetto con la moglie e compagna di una vita Jessi Colter – e al compare Wille Nelson, con “Mamas Don’t Let Your Babies Grow Up To Be Cowboys”, brano cardine di quella indimenticabile collezione di duetti del 1978 titolata “Waylon & Wilie”. Ma sono soprattutto i brani scaturiti dalla penna di Waylon Jennings a fare la parte del leone: “Good Ol’ Boys”, “Are You Sure Hank Done It this Way” – rivisitata negli anni ’90 dagli alt-rockers Uncle Tupelo – “Luckenbach, Texas”, “I’ve Always Been Crazy” e via dicendo. Tutto considerato, le canzoni mancanti (e che si sarebbe voluto risentire nell’atmosfera in concert) sono davvero poche, per un live che si fa ascoltare con gusto e che sperabilmente condurrà alla rivalutazione (se non alla scoperta ex-novo) di uno dei maggiori protagonisti della Musica Americana a tutto tondo.
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18/04/2006 -
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