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L’idea del disco trae origine da una parafrasi, quella del titolo di un album storico come “I Knew Buffalo Bill” registrato nel 1987 da una sorta di supergruppo rock che comprendeva Jeremy Gluck dei Barracudas, Rowland S. Howard dei Birthday Party, Nikki Sudden ed Epic Soundtracks degli Swell Maps e Jeffrey Lee Pierce, il vocalist dei Gun Club. Adesso Jeffrey Lee non c’è più ed è a lui, prematuramente scomparso, che viene dedicato questo quarto album del Circo Fantasma, un collettivo musicale messo insieme da Amaury Cambuzat, degli Ulan Bator, che nell’occasione si avvale di contributi importanti da parte di grandi musicisti della scena rock sia italiana che internazionale. Infatti accanto a Carlo e a Nicola Cereda, a Francesco e a Roberto De Luca, in pianta stabile nella band, si sono avvicendati in sala di incisione Matteo Danese e Manuel Fabbro, altri ex Ulan Bator, Manuel Agnelli degli Afterhours, Mauro Ermanno Giovanardi dei La Crus, Eugenio Merico degli Yo Yo Mundi, Massimo Laganà dei Vallanzaska, Cesare Basile e poi ancora altri “special guests” del calibro dello stesso Nikki Sudden e di Steve Wynn, ex Dream Syndicate, tutti sotto la regia attenta di Cambuzat. Ne viene fuori un album davvero bello, ricco di ballate intense e di chitarre morbidamente elettriche, che disegnano orizzonti ampi e lontani. Canzoni come “Looking For a Place To Fall”, una “cover version” tratta proprio dal sopracitato “I Knew Buffalo Bill”, e “Mother Of Earth”, che viene invece da “Miami” dei Gun Club, lasciano il segno e hanno l’indubbio pregio di regalare alle nuove generazioni quelli che erano sapori e suoni del primo “indie rock”. Il tributo alla memoria di Jeffrey Lee, al quel punk rock elettrico e decadente, a quel blues ovattato e sporco che erano alla base di tante sue interpretazioni, continua con la riproposta di brani come “Sex Beat”, “My Dreams” e “She’s Like Heroin To Me”, sulla stessa lunghezza d’onda “Gallery Wharf” e “Too Long” di Nikki Sudden, rieseguite dall’autore, e altre citazioni importanti quali “Bluebird”, di Nick Cave, “You Let Me Down”, un singolo dei Beasts Of Bourbon e “River Of No Return”, tratto dalla colonna sonora de “La Magnifica Preda”, il film del 1954 con Marilyn Monroe. Insomma, un disco tutto da ascoltare, che viaggia a ritroso nella storia del rock e del punk, che sfoglia delle pagine che avevamo anzitempo messo da parte e si avvale anche di rielaborazioni acustiche assolutamente pregevoli.
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