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Il blues é la musica del Diavolo e Popa Chubby ne ribadisce il concetto in modo ampio e dettagliato in questo suo nuovo album, un disco tagliente ed elettrico, proprio come era lecito aspettarsi da uno come lui, uno dei pochi “blues-men” - fra quelli oggi in circolazione - a non tradire mai il suo pubblico. Su “Slide Devil Man Slide” siamo tutti testimoni del trionfo della “slide guitar”, insistente ed invasiva come ci piace, mentre “Smuggler’s Game”, il nuovo singolo, mescola l’afflato blues delle origini con la cadenza ritmica e con quel rimare che è proprio del “rap” delle nuove generazioni, a tal punto che sembra un pezzo scritto dai Body Count di Ice- T !!! A sorpresa, “ Why I Can’t Have You” si rivela invece una ballata lenta e melodica, in perfetto stile “sixties”, ma la chitarra di Popa Chubby torna a regalarci la sua vera essenza su “Right On”, una “blues ballad” lunga e tirata che possiede il “ groove” dei giorni migliori . A seguire “ In This World”, un blues ispirato ed intenso, “Walking With Amar”, un brano solo strumentale, accurato e piacevolmente andante, che echeggia le ultime cose di Santana. Il brano più riuscito dell’album però é di certo “Stoned Again” , un blues acustico decisamente “roots”, ma anche “Young Guns” possiede ritmo e cattiveria da vendere, il tutto all’interno di un substrato “country western” davvero esaltante, su “Buffalo Chips” poi, il nostro Popa Chubby pizzica le corde della sua chitarra con grande maestria. Non poteva mancare una “cover” di Jimi Hendrix e la scelta cade su “Bold As Love”, e non c’è niente di meglio che riascoltare il verbo di Jimi nella lettura sapiente di uno dei suoi più affezionati seguaci. Ancora tanto blues elettrico e tante dosi di chitarra hendrixiana su “ Long Deep Hard And Wide” e su “Virgil Club Smokey”, mentre “Preacher Man” è una “slow ballad” piacevolmente bluesata , ricca di atmosfera e di suggestioni tipicamente “seventies”. Il riepilogo musicale del disco è affidato a “The Devil’s Guitar”, un brano solo strumentale, una esecuzione da brividi, un pezzo che vorresti non finisse mai, le cui note risalgono lungo la schiena e arrivano diritte al cuore. Un disco molto valido e caldamente consigliato agli appassionati di blues elettrico.
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