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AA.VV.
Let's boogaloo! Vol.3
2006
Record Kicks/ Audioglobe
di Claudio Biffi
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Nell’ascoltare i brani di questa raccolta mi è venuta alla mente una fredda serata invernale di qualche anno fa in un locale di Roma dove si celebrava un raduno Mod per celebrare una serata all’insegna della musica funk, soul e groove dedicata in particolare ai brani usciti nell’anno 1965. Un target ben preciso di produzioni con ospiti nella serata due dj londinesi invitati apposta come testimonial di quello specifico periodo musicale rappresentato in tutto e per tutto dall’abbigliamento, dai modi di ballare e dal comportamento dei partecipanti al raduno, un po’ come fare un salto indietro nel tempo solamente varcando la porta di un locale notturno. Questa atmosfera si ripropone in linea di massima nelle serate alla Casa139 di via Ripamonti a Milano dove il BOOGALOO CLUB, la clubnight organizzata da Move & Groove dedicata ai “rare groove” funk e soul, è anche il succo musicale contenuto in questo terzo volume dove restando invariata la formula rispetto ai primi due cd della collana vengono riproposti alcuni brani dei mid-60s mescolati e ripuliti in studio da alcuni dei dj e compositori protagonisti della scena. Let’s boogaloo si apre con l’inedita versione di “ Beatcoma” di Alan Moorehouse, uno stormer rithm & beat di 1 minuto e 41” estratto dal catalogo Chappel, che è presente con altri 3 brani in stile latin-dancefloor jazz: “Jazz Cat” e “Latin Soul Strut” firmati dal trio britannico Dominic Glover - Gary Crockett - Jat Glover mentre il groove “Funky Skunk” appartiene al sassofonista e compositore inglese Pete Thomas. “Don’t Let it Happen to us” è un altro pezzo molto groove di Fred Hughes, etichetta Brunswick del 1966 mentre “Say Yeah Yeah” di Yvonne Fair rimanda al periodo in cui con Marva Whitney e Lyn Collins apparteneva alla storica James Brown Revue ed infatti il disco fu prodotto proprio dal “reverendo” ed uscì su etichetta Dade nel 1963. “Gettin’Down” esce invece dalle fucine newyorkesi contemporanee ed è proposto dai New Rhythm, mentre lo stomper funky soul Guy Morris è presente con il brano “Hot Pants Party” inciso circa trent’anni fa con la Oconee Records di Philadelphia. Con i F.lli Karminsky si passa alla scena lounge della fine degli anni ’90, sembra quasi trascorso un secolo, in cui nel loro dj set spaziavano dal 60s ai beats moderni e in questa compilation ci propongono un brano inedito “Calhoon Road” in cui sono accompagnati dall’hammond di Rory More dei Les Hommes, come contemporaneo è il brano “Bouncing Balls” degli olandesi Lefties Soul Connection influenzati dal suono “raw” dei Meters e dei 45 deep funk anni ’60. “Look What You Can Get” dei Funky Nassau uscì originariamente per la TK Records con la produzione del magnate del funky Henry Stone ed è un tributo ai Beginning of The End. Anche l’Italia è rappresentata in questo terzo volume da due dei gruppi di punta della scena mod nostrana, i Minivip con l’inedito “Miss Augusta” e The Link Quartet di Piacenza con “Spider Baby” brano estratto dal loro nuovo disco Italian Playboys che vede la partecipazione di Eddie Roberts dei New Mastersound al sitar. Puro stile hammond funk per gli Stoned Soul Picnic che con la soul singer Marika Link ci propongono “Ain’t Gonna Tell No One” mentre da New York arriva la miscela R&B e soul mover di “Oh My!” delle The Dansettes e a conclusione della raccolta arrivano anche gli spagnoli The Sweet Vandals” rivelazione della scena deep funk contemporanea con “I’ve Got You Man!” prodotti da Gabriel Roth degli Sharon Jones. Che altro dire, Let’s boogaloo!
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31/03/2006 -
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