|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Embrace
This New Day
2006
Indipendiente
di Stefano De Stefano
|
|
Premessa: la musica degli Embrace incontra da sempre i favori di chi scrive, e forse per questo il brusco cambio di direzione intrapreso dal gruppo dei fratelli McNamara sembra risuonare in modo così evidente e impetuoso. Fatto sta che gli Embrace hanno ricevuto l’illuminazione da Chris Martin proprio in occasione del disco del 2004 "Out For Nothing": il singolo “Gravity”, firmato dal buon Chris, era una classica ballata in stile Embrace ma non è un caso che proprio in quel disco il sound cambiava, seppur parzialmente. Sonorità più wave, batterie a volte nevrotiche e in generale un’attitudine più vicina a quella che i Coldplay hanno messo in pratica nell’ultimo “X & Y” sono stati il segnale che qualcosa stava cambiando: i fratelli McNamara hanno smesso di essere l’eterna promessa non mantenuta con dischi che, a parte l’esordio, non brillavano e hanno pensato di fare le cose in grande. "Out Of Nothing" era uno spiraglio che viene definitivamente aperto con questo "This New Day". Dieci canzoni, una copertina che li ritrae in piedi nell’ombra e la solita melodia alla Embrace che non si discosta molto dal passato; elemento di novità un sound che torna indietro negli anni, fino a sfiorare (in alcuni casi consistentemente) la new wave. In una parola gli Embrace con un suono degli ultimi Coldplay (e purtroppo degli ultimi U2): dimenticate i vecchi McNamara. Questi sono decisamente più vincenti e accattivanti nel suono e nella propensione a scrivere pezzi solidi; si e no solo due tracce (tra cui il singolo “Nature’s Law) sembrano continuare il percorso di "The Good Will Out" e "Drawn For Memory" mentre le altre sono una bella novità. E in più Danny McNamara tira finalmente fuori la voce e sembra molto più convincente rispetto agli episodi passati, addirittura in alcuni momenti si cimenta nei falsetti alla Chris (suo santo protettore) e scusate se è poco. Non c’è nessun pezzo debole in questo disco, il singolo è molto raffinato nell’arrangiamento e nel suono e sembra una replica concettuale di “Gravity”, singolo di apertura del precedente disco. L’altra ballata di sicuro effetto è “I Can’t Come Down”, una costruzione al pianoforte che si arricchisce di morbide chitarre e del lavoro dell’orchestra di violini. Per quanto riguarda le novità, si sente molto una certa tendenza al ritmo e a un retro datato groove ballabile. “Sainted” e “Exploding Machines” sono esempi molto ben riusciti di questo nuovo approccio: mentre la prima si libra nel momento strumentale in un puro e godibilissimo momento ludico, la seconda invece è in classico stile ultimi Coldplay, chitarre e batteria in primis. La finale “The End Is Near” ha un suono simile a qualcosa degli U2 mediato da Chris Martin (in pratica gli U2 più poppetari) ma è comunque un pezzo di sicuro successo perché è confezionato molto bene. La capacità degli Embrace di scrivere buone canzoni non si mette in discussione. La propensione alla melodia c’è sempre stata e in particolare in questo disco sembra abbastanza spiccata, quello che cambia è un generale approccio alla canzone, nel suono e nella confezione della stessa: illuminati sulla via di Chris Martin gli Embrace sembrano aver capito chi vogliono essere adesso. Erano partiti otto anni fa come qualcosa di autentico, qualcosa che comunque doveva molto a gruppi come Oasis e Verve; oggi, dovendo scegliere di pagare un dazio, lo pagano ai Coldplay. Ma perché pagarlo? Era così necessario cambiare suono? Così com’erano gli Embrace avevano un proprio seguito, ora i possibili sviluppi sono due. O questo disco venderà un botto e li consacrerà definitivamente come gruppo di primissimo livello (grazie alla benedizione del buon Chris) oppure perderanno una parte di fan e ne acquisteranno un’altra. Quella, per intenderci, che sale sul carro del vincitore (che in questo caso è rappresentato da un sound ballabile, pieno di groove e dal sapore retrò). Tranquilli però: la melodia c’è sempre. E forse un giorno, quando gli U2 non ci saranno più e i Coldplay si saranno sciolti, gli Embrace potranno anche salvare il mondo.
|
|
27/03/2006 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|