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White Rose Movement
Kick
2006
Indipendiente
di Margherita Sanjust di Teulada
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Ecco la stella che illumina il firmamento dell’Indie Rock, ecco il fulmine a ciel sereno. In un panorama inflazionato da gruppi dalle sonorità pericolosamente simili, dove è inevitabile assomigliarsi e richiamarsi l’un l’altro, finalmente un album che ti toglie il fiato, che ti ipnotizza con i pezzi più accattivanti come “Girls in the back” e la hit “Love is a number”, da ballare fino allo sfinimento, ma che ti conquista definitivamente con la sognante “kick”, dove la voce del cantante Finn Vine si assottiglia in una malinconica citazione di Robert Smith, mescolandosi al suadente timbro della sensuale tastierista Taxxi, e ti stritola in un abbraccio claustrofobico con “Deborah Carne”, dedicata a una ragazza stuprata e assassinata. Per chiudere con “Cruella”, in cui non è difficile rintracciare le tracce dei migliori Duran Duran, rielaborate per produrre un vero gioiello, nitido e diretto. In più, questi ragazzi del Norfolk, che raccontano una duplice ascendenza per il loro nome (il richiamo evidente è quello al movimento antinazista degli studenti di Monaco, ma esiste anche un passato da… imbianchini), sono stilosi al massimo, (in primis la già citata bella e algida Taxxi) e in un certo tipo di contesto musicale, in particolare se si tratta della scena londinese, la presenza scenica conta moltissimo. Movenze discrete, una certa calcolata freddezza riscaldata da improvvisi guizzi di energia, visi dal consueto pallore britannico, un’eleganza innata. Da ascoltare al massimo dei decibel.
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25/03/2006 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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