|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Corinne Bailey Rae
Corinne Bailey Rae
2006
Goodgroove/Emi
di Claudio Biffi
|
|
Cresciuta cantando in una chiesa battista, ma fortemente stregata dalla musica dei Led Zeppelin la giovane Corinne doveva prima o poi decidersi su che strada prendere. Così passando attraverso lo studio del violino, un esperienza con un indie band finita male e presa una laurea in letteratura inglese tanto per rafforzare le conoscenze fondamentali, la sua gavetta l’ha fatta a Leeds e dintorni nei jazz club e arrivato il momento giusto ha piazzato il debutto con il botto. 140mila copie vendute in una settimana, vi pare poco!, tutte le copertine delle più importanti riviste musicali, passaggi in radio e il successo quasi scontato. Ora ci chiediamo chi è questa fanciulla dall’aspetto semi-dimesso e normale da poter fare questo miracolo in tempi così grami per il mercato discografico? Ascoltando l’omonimo disco ci rendiamo conto che Corinne ha avuto la capacità di mettere assieme undici potenziali singoli scritti personalmente o a due mani senza cadere nel trappolone della cover traino o del duetto con la star di turno. “Like a Star” apre l’album in maniera soft ed è la giusta ballad per uscire dallo stato di semicoscienza mattutina, caldo come un caffè ma preso ad occhi chiusi, “Put Your Records On” già ha lo stampo del successo radiofonico, forse del già sentito, ma molto “kooky” come la stessa Corinne ha definito buona parte delle sue canzoni. Un mix di soul e jazz condito da suoni acustici, ma tutto in un atmosfera rilassata e decisamente positiva dove amore e amicizia sono i sentimenti più ricorrenti, frutto di trascorsi personali ma raccontati in maniera delicata, serena e mai drammatica. Colpisce questo senso di serenità che traspare principalmente nel “mood” che trasmette a chi l’ascolta, a volte facendo il verso ad alcune delle voci più importanti del panorama R&B come nel caso di “Enchantment” dove Erykah Badu quasi si materializza sotto mentite spoglie. Tutta questa atmosfera calda, mielosa e dolce potrebbe però essere alla lunga stucchevole, ma per chi ama le atmosfere di intimità assoluta la voce di Corinne Bailey Rae è il perfetto antidoto allo stress quotidiano. Allora ecco che per gli estimatori del Motown sound arriva sul piatto “Till It Happens To You”, mentre per i disincantati delle atmosfere melodiche con il ritornello facile è il turno di “Trouble Sleeping”, “Call Me When You Get This” è un salto nel pop anni ’80 alla Lisa Stanfield mentre “Choux Pastry Heart” ritorna sulle note intimistiche e malinconiche dove riemerge il tema del ruolo dell’amore in ogni aspetto della vita reale e non solo nelle aspettative e nei sogni. E’ proprio questa capacità di rimodulare i brani su standard ben precisi senza distorcere uno stile molto personale che rende questa artista in qualche modo originale e ne ha attirato tanta attenzione. Non facciamoci però illusioni perché non sarebbe la prima stella a nascere radiosa e poi ad essere mortificata dalle pretese delle major discografiche. Per il momento godiamocela.
|
|
24/03/2006 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|