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Diciamo subito che questo disco è importante perché contiene l'ultima canzone scritta e cantata da George Harrison, a quattro mani col figlio Dhani: "Horse to the water", pezzo non memorabile e purtuttavia, purtroppo, storico. Per il resto, il vecchio Jools Holland - ex tastierista degli Squeeze, nonché conduttore televisivo di un seguìto programma musicale nel quale ospita musicisti più o meno celebri che si cimentano in jam sessions – ha fatto le cose perbene. Ha convocato un numero impressionante di ospiti e li ha lasciati liberi di esprimersi secondo il proprio istinto. Oltre al già menzionato Harrison, suonano nel disco Paul Weller, Van Morrison, Stereophonics, Eric Clapton, Sting, Steve Winwood, Mica Paris, David Gilmour, Dr. John, Mark Knopfler, Jamiroquai, tanto per citare soltanto alcuni degli artisti indicati sulla copertina del c.d. Ovviamente, con musicisti di questo calibro, il prodotto finale non poteva che essere qualitativamente eccellente. Si va dalle ballate – molto bella "Valentine Moon", cantata da Sam Brown – al blues più rauco e torrido - "I put a spell on you", eseguita in una versione da brividi da Mica Paris e David Gilmour, nonché "Back o' town blues", regalo del maestro Van Morrison – al rhythm'n'blues più classico – "Seventh son" di Sting e "I'm ready" di Steve Winwood. Ovviamente non tutti gli episodi sono all'altezza – non avremmo sentito la mancanza, a esempio, di "Town and country rhythm and blues" di Chris Difford. Ma comunque, in defintiva, "Rhythm & Bues" è un bel disco di buona vecchia musica da ascoltare ovunque, e per di più dal valore filologico notevole, in quanto consente una ricognizione della musica anglo-americana degli ultimi quarant'anni e forse più.
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