|
Dopo esser stati citati dalla rivista statunitense Billboard come una delle band di punta del metal europeo, i milanesi Lacuna Coil tornano con il terzo lavoro, Comalies. L’evoluzione del loro sound è sempre più evidente, gli arrangiamenti sono curati sempre meglio, le le chitarre potenti come non mai, ritmiche devastanti, mentre le voci usate come strumenti e le tastiere ammorbidiscono il sound, aggiungendo melodia e dolcezza al tutto. Si parte subito alla grande con Swamped, dai ritmi serrati e le melodie suadenti, per poi passare a Heaven’s a Lie, dalle malinconiche atmosfere. Si alza il ritmo con Daylight Dancer dove tastiere e sintetizzatori guidano il tutto,mentre con Humane si viaggia in una scia di suoni dolcissimi. Self Deception parte veloce per poi rallentare improvvisamente come se al termine di una discesa ripida trovassimo una piscina, e quindi si fluttua tra le note della chitarra acustica e la voce angelica di Cristina in Aeon, per poi invece ritornare ai ritmi duri e le contaminazioni elettroniche quasi industrial di Tight Rope. La dolcezza di The Ghost Woman and The Hunter ci trascina in un vortice di emozioni, mentre Unspoken ha una grande carica emotiva. Melodie,ritmica pesante e riff sanguigni si amalgamano perfettamente in Entwined, mentre in The Prophet Said Cristiano e Maus fanno ruggire le loro chitarre e Andrea tira fuori tutta la grinta nella sua voce. Strofa parlata di Cristina e growls nel chorus di Andrea in Angel’s Punishment, piena di campionamenti e atmosfere noise. I Lacuna Coil ci deliziano di nuovo (come in Senzafine tratto dal precedente lavoro) con un testo in italiano, intramezzato dall’inglese del ritornello in Comalies, brano che concluderebbe questo nuovo lavoro, se non fosse che la band milanese ci regala un’altra chicca, ovvero Lost Lullaby, tratto dalle registrazioni del precedente Unleashed Memories. Altra sorpresa è inoltre la traccia multimediale (a cura di Kinh), piena di foto nuovissime e contenente un video che riprende la band al lavoro nella Woodhouse di Hagen, in Germania, sotto la saggia guida di Waldemar Sorychta. In finale è un lavoro molto variegato, pieno di atmosfere,melodie ed emozioni sempre differenti: un quadro bellissimo realizzato con una vasta gamma di colori, che rappresenta a pieno quello che i Lacuna Coil volevano e sono riusciti ad essere, confermando il loro talento mai assopito e la loro voglia di comunicare forti emozioni attraverso la musica, cosa che regolarmente fanno anche attraverso un tour lunghissimo che ha toccato per la prima volta nel 2001 anche gli Stati Uniti.
|