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Cornershop
When I Was Born for the 7th Time
1997
Wiiija
di Fabrizio Biffi
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Un flash sul fenomeno “Cornershop” la band multirazziale capeggiata da Tjinder Singh, cittadino britannico con tutti i tratti somatici del fiero ceppo Pakistano cresciuto alla corte della Corona. Fautori di un rock indipendente, che ha caratterizzato la precedente produzione, i Cornershop si sono convertiti, con When I Was Born For The 7th Time, ad uno stile che spazzia dai pezzi strumentali, a ballate che alternano suoni suonati e campionamenti molto bizzarri. L’apparizione in classifica dei Cornershop segna un peso crescente degli asiatici nella cultura della british dance (vedi in merito Apache Indian, e gli Asian Dub Foundation). Da buon figlio di immigranti (cresciuto tra bianchi) , Tjinder Singh ha avuto a che fare con il problema del razzismo (il nome “Cornershop” richiama lo stereotipo degli asiatici piccoli commercianti). La fortunata svolta dei Cornershop sfiora il bizzarro (dalle campionature di chitarre hawaiane agli arrangiamenti stile James Bond). La rivista Spin ha scritto che “se i Beatles possono guardare ad oriente, anche Singh può guardare a occidente”. E' questo il tentativo, molto ardimentoso, di questi interpreti del crossover all’indiana.
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01/02/2002 -
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