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Johnny Cash
Ring Of Fire - The Legend Of Johnny Cash
2006
Sony
di Morrisensei <
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E all'improvviso tutto si annulla. Come se non esistesse altra musica. Sono solo attimi. Come quelli che rimangono negli anfratti ombrosi della memoria. L'ultimo cassetto di una libreria pieno di cianfrusaglie e vecchi vinili paterni. Una scatola magica dove mettere il naso, entrare, e non riaversi più. E' stato uno dei giochi preferiti dell'infanzia. Tra incoscenza e semplice innocenza. Circa ventisette anni fa: un'eternità trascorsa veloce e pesante come un fiume in piena. Più o meno dischi di scarso valore storico, in maggioranza raccolte e greatest hits. Tra questi ricordo benissimo uno di Johnny Cash. Un perfetto sconosciuto per un ragazzino della mia età. L'immagine più ricorrente è stata negli anni il logo della CBS e quella copertina cupa, piena di nero... non ricordo se l'album si chiamasse "Portrait" o qualcosa del genere. Ma la musica a quel tempo non era la mia priorità. C'erano ancora i giochi, il cortile diviso con gli amici che non avresti più rivisto, una palla di carta e scotch trasparente, interessanti programmi televisivi per bambini e la scuola. Non so assolutamente che fine abbiano fatto quegli Lp. Ma so per certo che il nome di Johnny Cash è tornato più volte a ronzarmi in testa. Ma dovevo far posto alla new wave, alle ragazze, alle giustificazioni, agli Smiths, al primo motorino. Johnny Cash - purtroppo - è tornato a far parte di quella scatola magica già malato di Parkinson. Sul finire degli anni '90 quando Rick Rubin, il più grande produttore degli ultimi vent'anni, lo ha voluto prendere a cuore. Come si fa con una leggenda. Con Rubin Cash è rimasto Cash. Immerso nell'inchiostro nero. Accanto alla dolce June. A scrivere ed interpretare la sua vita anche e soprattutto attraverso brani di altri artisti. Riduttivo chiamarle cover. Riduttivo parlare di Cash in generale. Bisognerebbe catturare gli attimi. Come ha fatto James Mangold. "Walk The Line" è un film toccante. Profondo ed intenso come l'anima anfetaminica del Cash a cavallo tra la fine degli anni '50 e la decade dei '60. "Una voce proveniente dal centro della terra". Così disse Dylan di Cash. Ora rimpiango di non aver avuto cura di quella raccolta. Rimpiango di non aver fatto un piccolo spazio ai tormenti di Johnny Cash. Rimpiango l'infanzia perchè guidata dall'innocenza. E piango perchè quella di Johnny e June è stata una delle più intense e straordinarie storie d'amore di sempre. "I keep a close watch on this heart of mine. I keep my eyes wide open all the time. I keep the ends out for the ties that bind. Because you're mine, I walk the line". E all'improvviso tutto si annulla. Come se non esistesse altra musica.
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
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20/02/2006 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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