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Ozzy Osbourne
Under Cover
2005
Epic
di Giancarlo De Chirico
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Un album di “cover” non è proprio il massimo per Sua Maestà Ozzy Osbourne, sontuoso “vocalist” dei primi Black Sabbath, personaggio mitico di tutta la scena hard rock degli anni settanta e tuttora in sella malgrado gli eccessi e gli abusi che lo riguardano e che ci è dato conoscere. Ma forse non ci si poteva aspettare di meglio da Ozzy in questo particolare momento della sua vita artistica, in cui la popolarità è tanta (grazie anche alla fortunata serie tv) le idee invece un po’meno. La creatività fatica ad emergere quando si accetta il rischio di tanta esposizione e si diventa in un certo senso prigionieri del proprio personaggio. Ma la voce è sempre quella, nessuno gliela può togliere, chi gliela può negare? Un’ugola regale, oscura e malvagia, corrosiva e tagliente che da sola copre di valore questa sorta di rievocazione in musica di tanti anni di hard rock. Si va dal recupero di “For What It’s Worth” degli Yardbirds e di “Fire”, un altro vecchio successo degli anni sessanta, alla citazione di una strabordante “Mississippi Queen” che fu dei Mountain di Leslie West e di Felix Pappalardi. Si possono riascoltare le note di “ Sunshine Of Your Love” dei Cream e di “All The Young Dudes” dei Mott The Hoople, il gruppo preferito da Bowie, in piena era “glam”. Singolare, ma davvero indovinata, la scelta di inserire nel numero anche “21st Century Schizoid Man” il brano guida dei King Crimson di Robert Fripp: le grida scellerate di Ozzy restituiscono alla canzone tutta la sua valenza antisociale e ribelle, la rendono inoltre estremamente moderna ed attuale. Decisamente più in linea con le oscure frequentazioni dell’ex-macellaio di Birmingham la “cover” di “Sympathy For The Devil”, un grande successo dei Rolling Stones che assume vita nuova. Da segnalare inoltre la presenza di ben due brani che furono di John Lennon: “Woman” e “Working Class Hero”, con una decisa preferenza per quest’ultima, sia sotto il profilo biografico che sul piano vocale. Quella voce così scorticata e carica di disillusione appartiene ad Ozzy di gran lunga di più delle sdolcinatezze della pur raffinata “Woman”. Provate a sentire anche voi, quanto è più credibile l’ex Black Sabbath quando canta “ you get so fuckin’ crazy because you can’t follow the rules…” Per la serie una leggenda vivente alle prese con la Storia! Da ascoltare!
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19/01/2006 -
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