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Due piccioni con una fava per la RCA/BMG e la Elvis Presley Enterprises LTD: si tratta di celebrare il venticinquennale della scomparsa di Elvis, nonché di ripetere l’exploit della raccolta “1” dei Beatles, che due anni fa ebbe tanto successo nell’introdurre i quattro di Liverpool alla generazione del nuovo Millennio. Spazio, quindi, ai numeri uno del Re del R’n’R: che lo siano stati in America o in Inghilterra, ai fini di questa raccolta, poco importa. Oviamente, come tutte le selezioni, anche questa presta il fianco alle critiche: molti, troppi pezzi degli anni Cinquanta, pochi degli anni Sessanta e addirittura solo tre degli anni Settanta (almeno “Always On My Mind, grande successo UK, avrebbe potuto essere incluso). “Elvis 30 n.1 Hits”, però, perde il confronto con “1” in quanto, a parte “Love Me Do” e “Yellow Submarine” i singoli da classifica dei Beatles rappresentavano davvero la crema della produzione beatlesiana. Gli hits di Presley, invece, non proprio, o quantomeno, non tutti. Basti pensare alla completa assenza in questa compilation dei brani incisi tra il ‘54 e il ’55 per la Sun (e rintracciabili nella doppia raccolta “Sunrise”) che, a detta di tutti, sono l’apice artistico di Elvis nonchè la genesi del Rock’n’Roll. O anche a validissimi album della fine degli anni Sessanta – primi Settanta quali “Elvis Country” e “From Elvis In Memphis”, qui rappresentati solo dalla immortale “In The Ghetto“. Per non parlare delle innumerevoli canzoni incise a Nashville e Memphis da Elvis e mai pubblicate o relegate a riempitivo di album dalla qualità discontinua. Lasciando da parte le critiche, “Elvis 30 n.1 Hits” contiene i vari classici eterni, tra cui “Heartbreak Hotel”, “All Shook Up”, “Jailhouse Rock”, “Stuck On You”, “Return To Sender” e “Burning Love”. Inoltre, dal punto di vista del sound si può dire che, nonostante sia morto da oltre 25 anni, Elvis non è mai sembrato così vivo come in questo CD. Chissà come hanno lucidato e ripulito quelle vecchie incisioni polverose; ciò che è certo, però, è che le hanno rimasterizzate davvero bene. Il fattore hi-fi, oltre alla presenza come bonus track della “A Little Less Conversation” rimixata dal Dj olandese Junkie XL, può essere un buon motivo per convincere ad acquistare questa ennesima compilation quei un fan del Re che posseggono già le precedenti versioni delle 29 canzoni (più una) ivi contenute. Per gli altri, invece, per i neofiti, il consiglio è di non fermarsi qui, ma di procedere oltre ad indagare un fenomeno della musica moderna che, nel bene e nel male, nei trionfi come nelle peggiori iperpoli kitsch della sua carriera, è comunque riuscito a produrre una sintesi di musica Americana (con la A maiuscola e senza la K) che a tutt’oggi nessuno è riuscito a sorpassare.
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