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Clor
Clor
2005
Regal
di Giancarlo De Chirico
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Ci vuole un po’ di tempo per entrare all’interno della musica dei Clor, perché l’eccessiva varietà di soluzioni stilistiche adottate da questo nuovo gruppo inglese disorienta chi ascolta e solo alla fine ci si rende conto che si tratta di una “pop band” con tendenze “dance” ma che è però in grado di produrre sonorità tali da trascendere qualsiasi facile categoria musicale, fino al punto di rasentare certa elettronica futurista. Musica e testi delle canzoni sono il risultato del connubio artistico fra Barry Dobbin, il cantante, e Luke Smith, il chitarrista, i brani sono decisamente belli ed intriganti e anche quando è il gusto “dance floor” a farla da padrone - come nel caso di “Love + Pain“ e di “Good Stuff ” - la rivisitazione delle sonorità degli anni ottanta è fatta con grande consapevolezza e con stile. “Outlines” è il primo singolo tratto dall’album, una “pop ballad” di un discreto spessore armonico, molto ben strutturata, con quel ritornello decisamente “catchy” e degli arrangiamenti squisiti. E’ però “Hearts On Fire” il pezzo che impressiona, che attanaglia, la canzone che non ti aspettti, di tutt’altra natura, una “slow ballad” intensa e semplicemente immensa, che da sola vale l’acquisto del disco. Su “Magic Touch” sembra rivivere il Prince di “Sign Of The Times”, mentre “Gifted” è una “pop song” tenera e delicata, che si lascia apprezzare per un bellissimo arpeggio di chitarra acustica. Su “ Dangerzone” invece fa capolino un approccio sofisticato ed avvolgente alla musica elettronica, ma i Clor invertono immediatamente la rotta (sì, è questa la loro vera specialità) e su “Making You All Mine” ci offrono melodie destabilizzanti, che trovano uno sbocco finale nel suono ossessivo di chitarre elettriche in perfetto stile “heavy metal”. Si tratta insomma di un album vario e ben congeniato che ha il pregio di conferire genialità ed originalità al pop inglese, una merce sempre più rara di questi tempi. Considerata la scarsa omogeneità fra i singoli brani, il disco sembra quasi una raccolta di “hits”, non male per una band che invece si affaccia solo adesso sulla scena.
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15/01/2006 -
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