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Ben Folds Five
Whatever and Ever Amen
1997
Epic/Sony
di Fabrizio Biffi
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Ben Folds Five ovvero il ritorno prepotente del pianoforte nella musica rock. I Ben Folds Five sono americani, sono tre invece che cinque e stanno cercando uno spiraglio di notorietà anche in Europa dopo aver richiamato l’attenzione del mercato indie americano. Ben Folds, Robert Sledge e Darren Jessee, nonostante la scelta strategica di fondare la struttura del suono sul piano piuttosto che sulla chitarra, non perdono affatto la forza dirompente dei migliori gruppi rock. Americani del North Carolina, Ben Folds Five strizzano l’occhio a Elton John e Billy Joel, aggiungendo alla morbidezza e alla chiarezza dei tasti bianchi e neri una miscela potente ed esplosiva di basso e batteria. Whatever and Ever Amen è il secondo album di questo trio caratterizzato da canzoni lunghe con lampi improvvisi (vedi Kate Love Song o Steven's Last Night in Town). Il pallino del gruppo sembra saldamente nelle mani di Ben Folds, un vero prodigio a metà strada tra il creatore di melodie post-punk e il compositore di un buon gruppo demenziale. Su questo nuovo album non ci si scosta affatto dal modello piano-basso-batteria che ha lanciato la band, seguendo il principio calcistico (forse trapattoniano) che recita: “squadra vincente non si cambia”.
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01/02/2002 -
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