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Tremate, tremate, gli Extrema son tornati. La band milanese, che da oltre 15 anni porta avanti il ‘massacro collettivo’, si riaffaccia prepotentemente sulla scena musicale con ‘Set the World on Fire’, quinto tassello e forse apice della loro produzione. Cinquanta minuti di puro metallo, chitarre distorte, voce sporca e nessun occhiolino strizzato alle varie tendenze del momento: Extrema uguali a loro stessi, fedeli al metal incontaminato. Onore agli Extrema. Capaci di rinnovarsi senza tradire le origini, di unire il sound ‘classico’ alla maturazione del gruppo, di ricercare nuove sonorità senza cedere alle sirene dell’elettronica o, dall’altro lato, degli estremismi del genere (grugniti al microfono, overdose di note sconclusionate, ecc.). ‘Set the world on fire’ è cd fatto di Brani con la B maiuscola, dove l’esecuzione musicale tecnicamente perfetta si fonde con il cantato aggressivo senza sacrificare la melodia. Ne nascono pezzi come ‘Nature’, che sarà il primo singolo: i chitarroni e il ritmo martellante si sposano con un ritornello tutto da cantare. Ma ciascuno dei 14 pezzi del cd ha una sua connotazione ritmica, un’originalità che ti coinvolge fino alla fine: brani più duri si alternano a canzoni più orecchiabili, il tutto sapientemente amalgamato dalla chitarra di Tommy Massara, che sa anche stupirti con assoli ‘alla vecchia’ mai banali, che spuntano sempre al punto giusto. Paolo Crimi, new entry subentrata a Cristiano Dallapellegrina, uscito dal gruppo nel dicembre 2004 dopo 15 anni, riesce bene nel difficile compito di non far sentire la mancanza dello storico batterista della band. Nei suoi testi GL Perotti non te la manda certo a dire, e tratteggia in modo crudo (e purtroppo corrispondente a verità) il degrado della società, di un mondo devastato dalla guerra e dai giochi di potere, che si riflette inesorabilmente sul disagio dei singoli e che trova nella ribellione, talvolta scambiata per pazzia, l’unica via di fuga. Dopo l’intro d’atmosfera ‘In gods Mercy’ parte l’attacco frontale delle chitarre di ‘New world disorder’, che prosegue con ‘Second coming’, intreccio di drumming potente e momenti in cui è il vocione di Perotti, a tratti filtrato, a farla da padrone. Un po’ di tregua con ‘Nature’, e il massacro riprende con la cattiva e accattivante ‘Restless soul’, di quelle che tutti urlano ai concerti; sonorità e struttura alla Slayer in ‘Malice and dynamite’, riff travolgenti e testo sconvolgente in ‘Six,six,six is like sex ,sex, sex’. La traccia numero 9, ‘Set the world on fire’, la title-track, è la perfetta sintesi music and lyrics dello spirito che anima il cd. C’è anche spazio per una ballad: ‘Free again’, dove potrete apprezzare il tutta la sua bellezza la voce di GL, messa per l’occasione sul canale pulito. Dopo il relax arriva un’altra scarica massiccia di adrenalina con ‘The will to live’, capolavoro. Per i saluti finali gli Extrema hanno scelto di rendere omaggio a una delle band storiche del rock, i Motorhead con una cover di ‘Ace of spades’. Ah, no! I saluti finali sono la breve traccia numero 15, di 28 secondi…. Il consiglio è: se siete amanti del genere (ma anche non) ‘Set the world on fire’ non può mancare nella vostra cdteca.
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