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Sean Paul
The Trinity
2005
Wea
di Enrico De Turris
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Sono oramai passati due anni da "Dutty Rock" (Wea 2003) e dal successo dello stratormentone "Get Busy". Un successo quello di Sean Paul per altro solo radiofonico-televisivo in quanto, al di là del già citato singolo, dopo una tournè abbastanza deludente, il dj “jamaicano è completamente scomparso dalle scene. Magari ci si poteva aspettare un rientro con altrettante hit ma a quanto pare questo terzo lavoro per quanto ben fatto e studiato è comunque privo di mordente. In molti si sono chiesti il perché del successo improvviso di un dj senza particolare propensione ma da un timbrica comunque accattivante. In molti l’hanno attribuito più alla seconda ed anche alle casualità del destino che un po’ incombono sempre su tutti gli artisti. Proprio la timbrica inconfondibile fa si che la voce di Sean Paul porti, dopo esserne stati bombardati per mesi, ad una sorta di rifiuto. Questo ultimo lavoro è anche un disco che cerca di cambiare comunque dal passato andando a pescare proprio su quelle ritmiche che lo avevano portato al successo precedentemente. Troviamo tantissimo ragga che arriva troppo spesso ad unirsi alla soca marcando a volte il confine con artisti molto distanti da lui come Elephant Man e sicuramente più padroni del genere. Un taglio troppo digitale in cui non c’è più spazio per brani roots come prima. Ora tutto è puntato sul commerciale tanto da essere passato per hip-hop se non fosse per quel tocco di soca che lo erotizza: bass drum e synth sotto mitragliate di parole, scimmiottando riddim più famosi. Per chi fosse digiuno di questo genere probabilmente un lavoro ben fatto e piacevole. Per tutti gli altri l’ennesimo disco usa e getta.
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20/12/2005 -
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