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Quel demonietto di Elfman, anzi quell’uomo-elfo, (come dice il suo stesso cognome)! Non aveva fatto in tempo a farci apprezzare le note del suo ultimo capolavoro, la colonna sonora de “La fabbrica di cioccolato”, infarcita di cinque variopinte canzoni, una più geniale e postmoderna dell’altra, che ecco uscire nelle sale un nuovo film dell’accoppiata d’oro Burton/Elfman, “La Sposa Cadavere”, una nuova storia animata sulla scia gotico/macabra/tenera di Nightmare Before Christmas, e un nuovo colpo da maestro da parte di Elfman nel panorama delle colonne sonore. Per chi ama le favole burtoniane, la musica strumentale di Elfman è un “must”; ma come in tutti i film d’animazione sono le canzoni, quattro in questo disco, che costituiscono “l’ossatura” (è proprio il caso di dirlo) della colonna sonora. La prima canzone è “According To Plan”, ritmata da un austero clavicembalo e freddamente inesorabile come i genitori dei promessi sposi protagonisti, che cantano tutta la loro grettezza e i loro interessi materiali reciproci nel far maritare i due giovani. Le note di Elfman descrivono il grigiore meccanico dell’epoca vittoriana, dove i membri della società sembrano più ingranaggi di un orologio che persone vive. Invece “Remains of the Day” è tutto l’opposto: un roco Elfman ci canta (nei panni dello scheletro Bonejangles) una vivace jazz song dal coloratissimo e allegro Mondo dei Morti, dove, è evidente, si sta meglio che in quello dei Vivi. Punteggiata dallo xilofono (ovvero le costole degli scheletri), la canzone racconta la brutta storia della Sposa Cadavere, ma senza un briciolo di tristezza, anzi, con tutto l’esaltante coinvolgimento di una esecuzione alla Blues Brothers. La canzone viene riproposta in diverse versioni strumentali negli ultimi brani del cd. Alterna momenti grotteschi e malinconici “Tears To Shed”: dialogo tra un verme, un ragno e la Sposa Cadavere; gli assoli della Sposa (la dolce e commovente voce di Helena Bonham Carter), che si rattrista di non poter essere amata da un uomo vivo, sono condotti sul tema più romantico e toccante del film. “The Wedding Song” infine è un pezzo corale da parte di tutti i personaggi del Mondo dei Morti che accompagna i preparativi delle nozze tra il ragazzo e la Sposa Cadavere. Non si possono non segnalare poi due brani per pianoforte solo, dove tutta la malinconia dei protagonisti, la loro incapacità di essere se stessi restando felici, viene trascritta in musica. “La Sposa Cadavere” è un ottimo acquisto per ogni fan di Elfman e di Burton; speriamo solo di non dover aspettare altri dodici anni per rivedere un’altra pellicola animata firmata da questa coppia d’oro.
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