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Nickelback
All The Good Reasons
2005
Roadrunner
di Stefano De Stefano
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Chad Kroeger sa scrivere ottime canzoni, forse un è un po’ostinato nel ricreare un certo sound granitico per i suoi dischi ma oggi sembra essere passato definitivamente per la porta principale dei grandi ascolti e delle grandi vendite; questo quinto disco è un concentrato di schiaffi sonori, scorazzate hard e rock ballad di pregevole fattura e rispetto ai lavori precedenti è più vario anche negli strumenti suonati (compaiono per la prima volta anche archi e pianoforte). La strada per così dire radiofonica era stata spianata nel 2001 dall’ottimo Silver Side Up, l’album che conteneva il singolo “How You Remind Me”, per poi proseguire con il successivo The Long Road (nel frattempo c’è stato anche il tempo di piazzare nelle classifiche l’inedito Hero, colonna sonora del film Spiderman); il gruppo così passa dall’anonimato europeo a nuova realtà della scena post grunge e hard rock assieme agli Audioslave, e questo nuovo album risponde infatti a un po’ tutte le esigenze. Pezzi duri confezionati con un sound molto hard rock e rock ballad di base acustica che esplodono con un impatto sonoro molto potente: questa l’essenza di All The Good Reasons, un disco che possiamo definire più commerciale rispetto ai precedenti perché c’è una maggiore attenzione a confezionare pezzi con un occhio alle classifiche di vendita. Non è un caso che il singolo estratto sia “Photograph”, una romantica ballata acustica che tuttavia non si risparmia quanto a potenza sonora nel ritornello: la canzone si candida a diventare un ottimo apripista per le classifiche e questo discorso vale per diverse altre canzoni dell’album. Per intenderci: “Savin’ me” e “Far Away” sono altre due ballate che rispetto a quello che si sente in giro ultimamente sono un toccasana ma il fatto è che non sono questi (o meglio non lo erano) i Nickelback; cosa è successo dal boom di “How You Remind Me”? E’ arrivato il successo. Necessariamente le aspettative crescono, le pressioni salgono e bisogna pur barcamenarsi nel mare magnum della radio, quello da cui viene poi pescato ora uno stivale e ora qualcosa di buono. In questo caso il pesce pescato non è raro ma comune, ma almeno è buono: detto altrimenti questo è un buon disco ma perde la fierezza e l’indipendenza che Chad Kroeger aveva messo nei precedenti dischi fino a Silver Side Up. “Follow You Home” e “Fight For All The Wrong Reasons” rappresentano però un ottimo inizio: riff cattivi, batteria granitica e voce ruvida che si staglia su un blocco che pare essere monolitico per quanto è bello tosto e pesante. Il tempo di ammirare la bellezza del singolo e siamo a quello che probabilmente è il pezzo migliore del disco. “Animals” è tanto veloce quanto graffiata e riporta direttamente a quello che i Nickelback sanno fare meglio cioè rock duro, nudo e crudo; superata la felice oasi delle due rock ballad menzionate sopra (nei primi sei pezzi c’è una completa parità tra rock e ballad) ci troviamo dinanzi al rock di “Next Contestant” che poteva far benissimo parte di Silver Side Up, mentre “Side Of A Bullet” è un pezzo hard che nel riff ricalca un po’ la precedente Animals. Quando sta per avere il sopravvento l’anima hard del gruppo ecco spuntare un’altra ballad, che si rivela poi essere l’ultima: “If Everyone Cared” vanta per la prima volta nella storia dei Nickelback l’uso del pianoforte che ricama fraseggi per tutta la durata della canzone, mentre la successiva “Someone That You’re With” dà la botta di rabbia finale al disco con quell’incedere da treno e quei riff ossessivi, sicuramente uno dei pezzi più energici di tutto l’album. La varietà di All The Good Reasons è ben riassunta anche dall’ultima traccia, l’undicesima, un episodio di rock blues molto riuscito perché “Rockstar” è un pezzo vibrante e soprattutto diverso: parte acustico con influenze blueseggianti e poi si apre alla maniera dei Nickelback, lasciando delle domande alla fine dell’ascolto. Che direzione ha preso Chad Kroeger? Quella del rock da classifica anche a scapito di una certa originalità? In attesa di capire dove stiano andando i Nickelback ci basta gustarci undici canzoni che certo non brilleranno per originalità ma almeno ci lasciano soddisfatti, anche se per metà perché Chad sembra avere immolato l’anima artistica del gruppo al successo e al mainstream.
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02/12/2005 -
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