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Madeleine Peyroux
Careless Love
2005
Universal
di Alessio "Blemish" Minoia
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Tecnicamente siamo di fronte al secondo disco della cantante statunitense, cresciuta tra Parigi e New York visto e considerato che al primo ‘Dreamland’ del 1996 e accolto in maniera entusiastica da pubblico e critica è seguito il silenzio discografico: Madeleine aveva deciso di continuare ad esibirsi solamente in piccoli clubs e nelle strade della capitale francese. ‘Careless Love’ può pertanto considerarsi una nuova partenza, un nuovo inizio o forse un altro piccolo tassello nel percorso artistico di quest’artista a tutto tondo. Dico questo perché sarebbe facile sbrigare la pratica di questa recensione paragonando questo disco a quello di altre cantanti mainstream (ad esempio Norah Jones) considerate l’anello di congiunzione tra jazz e musica pop (anche se mi rendo perfettamente conto della difficoltà nel tracciare questo confine). La differenza in questo caso è palpabile e reale non appena ci si inoltra tra le 12 tracce di ‘Careless Love’ : la voce, quella profondità, quel calore, quel feeling è un dono non comune. Non scomoderei il paragone con Billie Holiday, ma rimane il fatto che Madeleine riesce a trasferire il soffio della sua anima in ogni pezzo affronti, e vi assicuro che è la scelta dei brani è una autentica carrellata tra mostri sacri. Il Leonard Cohen di ‘Dance To The End Of Love’ , il Dylan di ‘ You’re Gonna Make Me Lomesone When You Go’ oppure il classico di Joesphine Baker ‘J’Ai Deux Amours’. Ogni brano viene dilatato, addizionato di una verve bluesy inedita e coinvolgente, smussato degli angoli, riveduto e corretto negli arrangiamenti. Il risultato è certamente notevole visto che ‘Careless Love’ scorre piacevolmente anche grazie alla perizia tecnica degli strumentisti e soprattutto alla produzione di Larry Klein (altra vecchia conoscenza). Adesso arriva il momento di fare sul serio: Madeleine dovrà decidere se divenire suo malgrado un'autentica icona in questo genere, osando qualcosa in più a livello di esecuzione, oppure ripercorrere il percorso della sopracitata Norah Jones e riuscire nell'impresa di vendere milioni di copie. Si tratta in poche parole di scegliere da percorrere, dare ampio respiro a tutto quello che circonda una canzone, lasciarla libera di vivere ed essere. Madeleine Payroux mi sembra un’artista estremamente matura, speriamo solo non si faccia attrarre dalle luci della ribalta, con una voce così sarebbe un delitto!
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17/11/2005 -
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