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Parve un’idea geniale e foriera di spettacoloso successo, nell’inverno 1979, far produrre dal grande Maestro Phil Spector i quattro rockers newyorkesi che andavano sotto il nome di Ramones. Spector aveva vissuto il suo momento di gloria nel quinquennio 60-65, quando i girl-groups da lui prodotti con il rinforzo del tanto ammirato “muro del suono” avevano fatto sognare gli States e non solo; e anche in seguito aveva raccolto stima e onori con la sinfonia r’n’b di Ike & Tina Turner “River Deep Mountain High”, e per i suoi servigi presso i Beach Boys e gli ex-Beatles Lennon e Harrison. Molto poco positivo era però stato l’apporto di Spector all’album del ’77 di Leonard Cohen “Death of a Ladies’Man”, che (anche e soprattutto) a causa della produzione strabordante, risulta a tutt’oggi tra le peggiori opere del cantautore canadese. Un precedente che avrebbe dovuto far meditare, ma tant’è... Dal canto loro, i Ramones erano reduci da quattro album che, seppur splendidi e innovativi (e oggi considerati pietre miliari non solo del punk ma dell’intera musica moderna) non erano riusciti a sfondare al livello beatlesiano a cui i “fratelli” di Forest Hills ambivano. Spector, in teoria, avrebbe dovuto conferir loro un sound più vendibile. Lo fece, in effetti, ma a rischio, solo per poco evitato, di compromettere reputazione e forza di impatto di quella che, all’epoca, era una delle bands più ammirate e rispettate della scena punk/new wave. “Baby I Love You”, cover del singolo prodotto da Spector per le Ronettes nei ‘60s e primo singolo ad essere tratto da “End of the Century”, è senza dubbio il peggior brano che i Ramones abbiano mai inciso. Fiati, echi e riverberi di ogni tipo (in perfetto stile Spector, che molti apprezzano, ma che personalmente ritengo fosse datato già vent’anni fa) sono inseriti per ogni dove, a depotenziare in maniera sconcertante il sound dei Ramones. Fortunamente, la “cura Spector”, presente su tutti e dodici i brani dell’album, ha in molti parte dei casi effetti trascurabili, se si eccettua il costante fastidio di ascoltare filtri sonori e batterie microfonate in maniera improbabile. “Danny Says”, “All the Way”, “I Can’t Make It On Time” e “I’m Affected” sono tra i migliori esempi di punk-rock di sempre, con o senza l’intervento del vecchio Phil. Buona anche la ripresa di “Chinese Rocks” (scritta da Dee Dee Ramone ma già eseguita da Johnny Thunders & the Heartbreakers) e la nuova puntata sulla punk-rocker Judy in “The Return of Jackie And Judy”, mentre “Let’s Go” e “High Risk Insurance” sono i Ramones in versione pilota automatico e la “spectorata” “Rock’n’Roll High School” qui inclusa fa rimpiangere quella più essenziale già incisa per il soundtrack dell’omonimo film. In realtà c’è un unico brano in cui la supervisione di Spector apporta un contributo positivo alla causa Ramones, il brano iniziale “Do You Remember Rock’n’Roll Radio?”, con fiati ad hoc a fare da contrappunto alla voce di Joey, e con un testo in cui questi ricorda il tempo spensierato (fine ’60 inizio ’70) in cui le note esaltanti dei Barbarians, dei T-Rex e di John Lennon riverberavano dalle radio a transistor dell’area della Grande Mela. Per una volta, le bonus tracks incluse risultano apprezzabili e basilari sotto il profilo storico: si tratta, infatti, dei demo incisi dal gruppo (senza Spector) di “Danny Says”, “I’m Affected”, “All The Way” e “Do You Remember…?”, e consentono di valutare cosa sarebbe stato “End Of The Century” con un produttore meno “smanettone”. Personalmente, tra “Do You Remember R’n’R Radio?” con o senza fiati, io scelgo senza esitazioni la seconda (scarna) opzione, benchè, come già detto, la prima non fosse affatto disprezzabile. E’ un disco non molto amato dai sostenitori dei Ramones, “End of the Century”, e tuttavia resta un documento rappresentativo di un gruppo al top alla ricerca di nuovi stimoli. Il suo flop sul piano commerciale (immeritato, poiché “Do You Remember…” era ed è un singolo fantastico) fece sì che il gruppo iniziò a ripiegarsi su sè stesso, e da allora in poi riprese a perseguire un ideale di punk immediato un po’ stantio e non più al passo con i tempi. “E’ la fine degli anni Settanta”, cantava Joey, “E’ la fine del secolo…”. In qualche modo “End of the Century” fu anche l’ultimo atto dei Ramones come gruppo “significativo”, che fans e critica attendevano ad ogni uscita con l’acquolina alla bocca. Da allora Joey, Johnny, Dee Dee e Marky fu routine (seppur routine alla grande, di ottimo livello). “All TheWay”, fino alla fine.
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