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Goldfrapp
Supernature
2005
MUTE
di Giancarlo De Chirico
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Alison Goldfrapp nasce come “vocalist” di Tricky diversi anni fa nel momento più alto del “trip-hop” inglese. Poi decide di dare il suo cognome ad una nuova band, che è in realtà un duo formato insieme al polistrumentista Will Gregory. “ Felt Mountain ” del 2000 fu l’album d’esordio a cui fece seguito un discreto “ Black Cherry” nel 2003. Adesso torna a presentarsi al grande pubblico con un album decisamente più maturo, scritto e pensato all’insegna della ricerca di un punto di incontro fra elettronica e musica pop. Il nuovo disco si intitola “ Supernature” (e ricalca in questo un album di “disco music” pubblicato da Cerrone nel lontano 1977) e viene abilmente trainato da due o tre brani che hanno la potenzialità di singoli di grande successo. Ci riferiamo a quella “ Ooh La La” che apre l’album, supportata da un “video-clip” che ci regala una versione deliziosamente “glam” della Goldfrapp, alle prese con una base ritmica che ricorda da vicino una versione “dance” di “On The Road Again” dei gloriosi Canned Heat. Atmosfere morbide e vellutate, il suono ventrale ed ovattato di un basso elettrico che si innesta su un tappeto di tastiere caratterizzano invece “ Ride A White Horse” , l’altro brano-guida del disco. Molto gradevole e decisamente pop l’approccio scelto per “ Fly Me Away ” che - ad un primo ascolto - potrebbe tranquillamente essere scambiato un pezzo di Kylie Minogue . Una piacevole deriva verso gli anni ottanta contraddistingue il resto dell’album, a cominciare da brani come “Slide In” e “Koko Nights”, impreziositi dalla voce sexy e molto suadente della bella Alison, che si diverte ad essere meliziosa e controcorrente su “Satan Chic” e su “ Lovely 2 C U” , altri due pezzi tutti da ballare . In altri momenti il disco recupera ambientazioni musicali proprie del cabaret degli anni venti (non a caso la Goldfrapp ha rivelato in un’intervista di sentirsi molto vicina alle canzoni di Kurt Weil) e brani come “ You Never Know” e “ Time Out From The World” rappresentano bene questa seconda anima del disco, decisamente più decadente ed intimista, che mette in musica le storie di un mondo fantastico, in cui gli umani dovranno lottare contro macchine e contro le leggi della Natura per sopravvivere. Alison Goldfrapp si serve del suo fascino e del suo indubbio carisma per gettare un po’ di luce sulla musica pop inglese e per rinnovarla dal di dentro con questa sua personale ricetta, intelligente, gradevole e furba.
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09/11/2005 -
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