|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
The Dead 60s
The Dead 60s
2005
Deltasonic
di Giancarlo De Chirico
|
|
E’ bellissimo ascoltare una band originaria di Liverpool che se ne frega del mito Beatles, della loro eredità pesante così come delle sonorità ingombranti degli anni sessanta. Certo, l’ambiente è sempre lo stesso, la storia si ripete da molti anni ormai e non ci sono altre alternative ai sogni di un adolescente: o diventare un calciatore o suonare in una rock and roll band. Ma almeno loro, i Dead Sixties (il nome del gruppo è di per sé tutto un programma) riescono a farlo sfuggendo dalle regole del gioco e mescolano sonorità tipiche del “punk rock” con i dettami di uno “ska revival” gustoso ed effervescente. C’è tanta ostilità urbana su questo “debut album”, di tanto in tanto si sentono delle sirene di allarme e si avverte una urgenza, quella di esprimersi liberamente, al di fuori di ogni etichetta. C’è tanta insoddisfazione adolescenziale su “ Loaded Gun” e su “ You Are Not The Law”, un brano politicamente schierato, contro quel conservatorismo che ancora pesa sulle sorti della società inglese. A volte risorge il “dub” contagioso ed avvolgente che fu di Linton Kwesi Johnson e ci riferiamo a “ Train To Nowhere” e alla splendida “Ghostfaced Killer”, mentre più in generale si possono decifrare qua e là delle influenze importanti di band della fine degli anni settanta e dei primi anni ottanta, pensiamo agli Echo And The Bunnymen, per esempio. C’è molta energia delinquenziale sullo “ska-punk” di “Riot Radio”, un brano che ricorda gli ultimi Clash, quelli di “Sandinista”, tanto per capirci. Le schitarrate elettriche che condiscono una ballata piacevolmente reggata come “ Soul Survivor” meritano un ascolto ripetuto e sapiente, così come le note scorticate e la vocalità visceralmente punk di “ Nationwide”, un brano molto coinvolgente che reca con sé una energia contagiosa. Questi Dead Sixties ci sono piaciuti per davvero, non soltanto per il nome, ma per quella incontaminata voglia di musica, libera e a 360 gradi, che esprime l’album in ogni suo solco. Che siano loro “The Last Resort” (come titola l’ultima canzone del disco) per una nuova ondata di musica inglese poco modaiola e molto sincera?
|
|
24/10/2005 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|