|
I Clem Snide sono solitamente considerati vicini ad alcuni artisti ai quali si ascrive il merito di saper mescolare diversi generi e di riuscire a sfuggire alle facili etichettature. Sulla breccia dall’inizio dello scorso decennio, sin dagli esordi non hanno nascosto le proprie simpatie per un connubio di country, alcune cadenze del jazz, squarci di folk e intense pennellate orchestrali e simili influenze hanno spesso sollecitato accostamenti con Cat Power e Smog, tanto per citare due nomi recentemente in voga, e soprattutto con i coetanei Lambchop. Certo, alcuni confronti rischiano di essere fuorvianti: i Lambchop sono strettamente legati all’area di Nashville ed il loro obiettivo è sempre stato quello di smuovere un genere tendenzialmente statico e retrivo quale il country, mentre per il gruppo di Boston è difficile individuare un’unica base di partenza. Una comune sensibilità è, ad ogni modo, innegabile e, guarda caso, la chitarra e il vibrafono di Paul Burch, in libera uscita dall’ensemble di Kurt Wagner, partecipano alla realizzazione di “End Of Love”. Il nuovo cd dei Clem Snide giunge a due anni di distanza da “Soft Spot” e, pur non appaiandolo in termini di intensità, ne ricorda la sobria eleganza e l’attitudine a snocciolare liriche asciutte e accessibili. Essi non rinunciano a guardare in più direzioni stilistiche, ma stavolta si avverte la sensazione che la penna e la delicata voce nasale di Eef Barzelay si siano spinte in territori più marcatamente rock: prova ne siano la title-track, che rappresenta anche il fulminante pezzo di apertura, nonché “The Sound Of German Hip Hop” e “Tiny European Cars”. La concitazione e la volontà di proporsi con maggiore impeto non tolgono all’ascoltatore il piacere di assaporare trame dall’andatura sinuosa. A tale profilo corrisponde il brano più complesso e attraente di “End Of Love”, “Something Beautiful”, un intreccio di pop e profumi jazzy impreziosito da morbidi controcanti e dal misurato intervento di un violino, strumento caro ai Clem Snide (per farsi un’idea, riascoltare “Forever, Now And Then”, all’interno di “Soft Spot”). “End Of Love” si inserisce coerentemente nel quadro della produzione dei Clem Snide, e, a parte alcuni lievi cambiamenti di rotta, non rappresenta una sterzata in grado di aprire scenari alternativi e schiudere nuove prospettive. Eef Barzelay ha evidentemente ritenuto soddisfacente l’equilibrio raggiunto e ha approvato solo correzioni che rendessero più fluido e diretto il sound della band. La sua scrittura, a parte ”Made For TV Movie” (un po’ evanescente) si conferma solida e priva di sbavature. Non produce rivoluzioni ma neanche cali di tensione. Non fa gridare al miracolo, ma fa sì che il bilancio continui ad evidenziare un cospicuo attivo.
|