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Talvolta il ragionamento è il seguente: i Public Enemy sono stati i Sex Pistols dell’hip-hop (per il muro sonoro e per aver scardinato il “muro dell’accettazione” presso la gioventù bianca non diversamente da quanto fatto da Rotten & Co. per diffondere il punk) e i Niggers With Attitude (N.W.A.) sono stati una sorta di Clash, causa l’immediatezza del (violento) sound e la voglia di urlare senza compromessi “F*** The Police” riecheggiando in qualche modo la “Police On My Back” dei quattro della Westway londinese. C’è però - e il sottoscritto è tra questi - chi il paragone lo inverte. E quindi: Public Enemy uguale Clash, per le critiche radicali alla società USA, e NWA uguale Sex Pistols: stessa anarchia, medesimo nichilismo; e avendo tra le proprie fila un rapper esagitato e menefreghista come Eazy-E che è fin troppo facile definire un Johnny Rotten in versione hip-hop. Eazy-E, al secolo Eric Wright, è (stato) a mio modo di vedere il più travolgente rapper di sempre. Tecnicamente era una schiappa, con una voce stridula e distante anni luce dalla perizia rimatoria di un Rakim o di un Jay-Z; ma Eazy riusciva - come nessuno prima o dopo di lui – a trasmettere il frisson di un’esistenza da gangsta nei bassi di Compton a South Central LA., in un modo che ti sembrava di essere proprio lì, in quelle strade, in compagnia di altri pericolosi niggaz. Con lui, e solo con lui, si poteva provare in modo vicario il rischio del furto, il piacere dell’omicidio efferato, la subdola gioia nel maltrattamento dell’altro sesso (il debole). Sentimenti deprecabili – chi lo nega? – ma materiale comunque di forte impatto emotivo e, a ben vedere, non troppo lontano da quell’inno “get pissed! destroy!” che fece la fortuna di Johnny il Marcio e della sua banda di squinternati punkoni. Quando gli NWA - Eazy, Ice Cube, Drè, Yella e Ren - balzarono sulle scene nel 1989 con l’album “Straight Outta Compton”, furono una rivelazione e una rivoluzione. Da lì partimmo – credo quasi tutti – per andare a scovare il disco che Eazy-E aveva dato alle stampe da solista (e ove Dr.Drè ed Ice Cube avevano avuto un ruolo di primo piano): “Eazy-Duz-It”, che conteneva quattro-cinque episodi di assoluto valore, rivelò un inimitabile talento grezzo, che in “Straight Outta Compton” si era riusciti ad identificare solo superficialmente. Eazy: materiale altamente infiammabile, una bomba pronta ad esplodere, un pazzo, un nichilista, le cui parole d’ordine – andando (ben) oltre le succitate “get pissed! destroy!” – possono essere riassunte nell'“I Don’t Give A F*** – F*** F**** F*** F***” da lui recitato nel chorus di “Niggaz My Height Don’t Fight” da lui incisa qualche anno più tardi. Dopo l’uscita del secondo album dei NWA (senza Ice Cube, già emigrato verso nuove avventure) “Efil4Zaggin”, e a seguito dello scioglimento del gruppo, la storia di Eazy-E si fa più complicata. Pubblica solo due EP, gestisce con successo la sua label Ruthless e scopre e produce nuovi talenti quali Above The Law e (soprattutto) Bones Thugs’n’Harmony. Poi, nel 1995, si ammala inaspettatamente. E’ AIDS. Il 26 marzo 1995, a soli 31 anni , Eric “Eazy E” Wright passa a miglior vita. L’anno successivo escono sul mercato l’album postumo a cui Eazy stava lavorando, il buono ma non eccelso “Str8 Off The Streets Of Muthaf***ing Compton” e un’antologia intitolata “Eternal E”; che oggi, a dieci anni dalla scomparsa del rapper, torna nei negozi in una appropriata versione deluxe, con tre brani in più e un DVD contenente nove clip che ci mostrano, in carne e ossa, che razza di soggetto fosse Eazy “Mutha****in’’” E. Di “Eternal E” non posso che dire tutto il bene possibile. C’è grande g-funk di fine anni ’80 / primi anni ’90 a cura di Dr.Dre con la crema di “Eazy-Duz-It” (ben 7 pezzi - e ascoltate in particolare “No More Questions” per farvi un’idea della grandezza di Eazy: meglio di un film di Tarantino) e con 3 pezzi dei NWA in cui la voce di Eazy è in primo piano: “8 Ball” da “Straight Outta Compton” e le sconce “I’d Rather Fuck You” e “Automobile” da “Efil4Zaggin”. “Eternal E” è poi reso imprescindibile dal fatto che vi è stato assemblato il meglio dei “solo” di Eazy-E post-scioglimento dei NWA, periodo altamente frammentario. Meravigliosamente jazzata è “Eazy Street”, prodotta da Dre per la colonna sonora di “Return Of Superfly” del ‘90, il pezzo più raffinato su cui Eazy abbia mai deposto la sua voce. E straordinaria, un vero manifesto, la sfrenata già citata “Niggaz My Height Don’t Fight” prodotta da Bobcat e presente sull’EP “”5150 Home 4 Tha Sick” del ’92. Raccolta quindi essenziale per farsi l’idea di un’epoca – solo poco più di dieci anni fa - in cui l’hip-hop rappresentò, specie per noi ragazzi bianchi del Vecchio Continente, la chiave d’accesso ad un mondo assai più impervio ed eccitante del nostro, fatto di drive-bys, di mutha****in’ cops e di pericolosissimi gangstaz pronti a piombarti addosso senza alcun motivo plausibile. Risparmiate su “Eazy-Duz-It”, se volete; acquistate però assolutamente i due album dei NWA – essenziali – e poi chiudete il cerchio con questo eccellente “Eternal E”, il disco per cui Eazy-E passerà alla storia. Dell’hip-hop, naturalmente, ma magari, allargando un po’ le maglie, anche del punk: come avrete capito, tra l’Eazy dell’89 e il Johnny Rotten del ’77 è davvero una bella lotta…
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