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Dead Meadow
Feathers
2005
Matador Records
di Luca D’Ambrosio
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Quinto lavoro per i Dead Meadow che, fino all'uscita di "Feathers", erano ancora ignoti a molti. Lisergici, roboanti e melodici quanto basta, la formazione di Washington presenta un album fatto di chitarre dilatate, canti afflitti e ritmiche vigorose. Potrebbero essere i Kyuss a braccetto con i Pink Floyd ("Let 's Jump In"), ma anche gli Ozric Tentacles che incrociano i Porcupine Tree e i Black Sabbath ("Through The Gates Of The Sleepy Silver Door" e "Untitled"). Tuttavia, anche se le trame dell'intero cd protendono verso un suono largamente hard, Jason Simon, Steve Kille, Sthephen McCarty e Cory Shane danno l'impressione di aver appreso appieno la lezione neo-psichedelica impartita dagli Stone Roses (ascoltate ad esempio "Such Hawks Such Hounds" e diteci se non sembra uscita da quel capolavoro datato 1989). Un disco costruito su un'orditura di sonorità ovattate, energiche ma al tempo stesso evanescenti e cariche di pathos come l'estasiante "Stacy's Song", che non lascia alcun dubbio sulle qualità compositive del gruppo. Un'altra piacevole sorpresa del 2005. Signori e Signore, i Dead Meadow!
(per gentile concessione della newsletter ML: www.musicletter.it)
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16/09/2005 -
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