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Brian Eno
Another Day On Earth
2005
Hannibal / Ryko
di Giancarlo De Chirico
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Può sembrare assurdo, ma si tratta del primo album di canzoni scritto e prodotto da Brian Eno dopo quasi trenta anni. Proprio così, infatti era dai tempi del memorabile “Before And After Science” che l’ex-tastierista dei Roxy Music non si confrontava in prima persona con il formato “canzone” al quale aveva preferito l’ambito della sperimentazione, dell’elettronica minimale e della musica solo strumentale. Adesso Eno ritorna sui suoi passi, comprende che il semplice fatto di “scrivere canzoni” è la vera sfida che si presenta ad un’artista che voglia essere se stesso in un mondo sempre più comandato dalle macchine e dai computer. E il disco - nonostante una attenta ricerca di modalità espressive scarne ed essenziali - si rivela a dir poco sontuoso, grazie al fatto che Eno riprende a cantare, e quella sua vocalità sospesa, onirica e distante convoglia melodie che sono al tempo stesso preziose e malinconiche, rarefatte e solitarie. Su tutto “And Then So Clear”, la composizione che forse più di ogni altra rappresenta la nuova scelta stilistica dell’autore, il brano che in un certo senso ha dato vita a tutti gli altri, scritti in rapida successione, quasi come se Eno fosse alla ricerca di un contesto in cui inserirlo. Molto belle anche “Caught Between”, “Passing Over” e “This” , brani che ricordano le atmosfere delle ultime collaborazioni intercorse fra Brian Eno e l’amico di sempre John Cale, ex-Velvet Underground. Da segnalare poi un pezzo come “How Many Worlds” scritta da Michel Faber, uno degli scrittori con cui Eno ama collaborare e ancora una splendida “Bonebomb” eseguita da una Aylie Cooke che sembra la Laurie Anderson dei momenti migliori. Il disco contiene undici canzoni scelte fra un materiale a disposizione più vasto, che non è stato ancora completata da testi adeguati. E’ lecito quindi aspettarsi un seguito a questo album in tempi non eccessivamente lunghi, e ne siamo lieti. Ascoltare la sua musica è un’esperienza vicina a quella dell’abbandono totale e dell’incanto. Eno rimane fra i pochi a saper sciogliere i lacci intellettuali dell’elettronica, l’unico che riesce a darle un’anima ed una voce.
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05/09/2005 -
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