|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Hal
Hal
2005
Rough Trade
di Fredo Cane
|
|
Come si dice che tra la melma possa nascere un fiore, forse stavolta in mezzo alla montagna di discacci – spesso pretenziosi – pubblicati settimanalmente nel Regno Unito abbiamo scovato qualcosa di ascoltabile. Loro sono gli Hal, giovanissimo quartetto irlandese al primo album e, rispetto alla massa di loro colleghi che pecoronescamente si sono buttati sul filone punk/new-wave anni ’80, quantomeno possiedono una cifra stilistica fortissima ed avulsa dai tempi nei quali vivono. Si potrebbe dire che gli Hal (i fratelli Dave e Paul Allen alla voce/chitarra e voce/basso rispettivamente, Stephen O'Brien alle tastiere e Steve Hogan alla batteria) siano un gruppo filo-sixties, e forse non si andrebbe lontani dalla verità; è più giusto però dire che i dublinesi possiedono un asso nella manica che altri non hanno, e che consiste nel saper vocalizzare (in tre? in quattro?) alla perfezione, come nemmeno CSN&Y e forse solo i Beach Boys sapevano fare all’epoca. Già, i Beach Boys. Possibile che gli Hal siano infatuati di Brian Wilson e della sua produzione post-“Pet Sounds”. Lo sfavillante brano “Play The Hits”, uscito anche come singolo, rappresenta un chiaro omaggio al leader degli spiaggiaroli losangelini (come anche “Fools By Your Side”). C’è molto altro, però, su “Hal”: anche se dicono che si tratta di un tributo a Rick Danko di The Band, “Worry About The Wind” – mini-opera pop in tre minuti – potrebbe essere stata scritta da Bacharach e quegli “ahhhh” nel chorus fanno pensare a quattro signori venuti da Liverpool. Un enorme mix, insomma, con presenze qua e là anche di doo-wop anni ’50 e Mersey-beat anni ’60. A volerlo denigrare lo si potrebbe chiamare “pastiche”, ma gli Hal possiedono una personalità estremamente FORTE che ce li fa invece apprezzare, e consigliare, specie a chi crede che possa esistere una vita anche aldilà delle ormai trite schitarrate a volumi abnormi. E non tirate fuori il paragone con i conterranei Thrills: la band di Conor Deasy aveva ancora un legame forte con certe dinamiche rockettare, tant’è vero che all’inizio furono accostati alla nascente ondata della c.d. “new rock revolution”. Gli Hal invece sono completamente “fuori”. Fuori dal mucchio, e per questo – nell’attuale momento di appiattimento, e di “bandwagoners” dilaganti – di fatto unici.
|
|
02/09/2005 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|