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Ratoblanco
Crea Scompiglio
2005
Sonar/Audioglobe
di Giancarlo De Chirico
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Secondo album per i fiorentini Ratoblanco che si affidano alla produzione di A. M. Finaz, il chitarrista della Bandabardò e sfoderano un gran bel disco che mette insieme rock e rivolta sociale, sullo stile che fu dei Clash, che più recentemente è stato dei Mano Negra e che qui da noi è stato già raccolto dai Gang e dai Modena City Ramblers. Il disco è infarcito di chitarre serrate e vibranti, può contare su una sezione vocale ispirata e militante, e ci regala una coralità appassionata inneggiante ad un modo di vivere diverso e migliore. “ Mi Gira La Testa” ci riporta ai giorni drammatici del G8 di Genova, l’impostazione ritmica piacevolmente reggata ricorda la festa e l’energia della rivolta, prima che il tutto finisse in tragedia. “La Libertà” ci presenta con tanta ironia e un antiamericanismo viscerale quello che potrebbe essere uno scenario eventuale a qualche ora di distanza dalla fine del mondo. “Luna Piena” e “Domani Partirò” - che vedono la partecipazione di Marino Severini dei Gang - sono due “rock ballads” molto belle, delicate e sognanti, che parlano di politica, di storia, ma la coniugano anche a storie di vita e di amore, così come dovrebbe essere sempre. “Crea Scompiglio” dedicata a Joe Strummer, il musicista dei Clash scomparso qualche anno fa e di cui tutti sentiamo la mancanza, è un invito a scendere in strada, è uno stimolo ad agire per cambiare le cose, ad infrangere le regole del gioco. Il brano riassume in sé tutto il bagaglio Clash, quella decisiva influenza musicale che i Ratoblanco indossano con fierezza e tanto orgoglio. “ Penso A Te” è una ballata d’amore, melodica quanto basta, “Johnny’s Dub” recupera le atmosfere intense e morbidamente ondeggianti del ”dub” anglo-giamaicano che fu di Linton Kwesi Johnson, “Non Li Sopporto Più” è un inno alla disobbedienza civile, alla protesta contro il Berlusconismo imperante, fatto di populismo, bugie e “spot” televisivi autoreferenziali. Su “Non Mi Basti Più” sembra che gli americani Social Distortion siano venuti a far visita ai nostri Ratoblanco e il fragore risoluto di un approccio selvaggiamente “punk” scorre lungo le note di chitarra che esaltano il brano. “ Terre Bruciate” è un inno contro tutte le guerre, è una canzone pacifista, fuori moda e ribelle composta sulle note di un fantastico “reggae” che farebbe invidia a Bob Marley. Un gran bel disco, raccomandato a quanti in passato adoravano i Clash e a tutti gli adolescenti che adesso sono diventati seguaci dei Modena City Ramblers.
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18/08/2005 -
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