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Team Sleep
Team Sleep
2005
Maverick
di Giancarlo De Chirico
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Attenzione, dietro il nome Team Sleep si nasconde un “side-project” che coinvolge in prima persona Chino Moreno, il “vocalist” dei Deftones che - dopo aver partecipato con un brano alla colonna sonora di “Matrix Reloaded” e in attesa di un vero e proprio nuovo album della band - ha voluto con sé gente tosta come Mike Patton dei Faith No More e Jonathan Davis dei Korn, personaggi “cult” nell’area del “crossover” e del “nu metal” per sperimentare qualcosa di nuovo. La pubblicazione di “Team Sleep”, album omonimo, rappresenta l’atto finale di questo incontro e codifica il parziale abbandono degli stilemi propri di certo “heavy rock” in favore di sonorità tipicamente “ambient”, di atmosfere oniriche, morbidamente sospese, caratteristiche del “trip hop”. Intendiamoci, di tanto in tanto le chitarre elettriche furoreggiano come si deve, e l’ascolto di un brano come “Boulevard Nights”, così decisamente “guitar oriented”, duro, nervoso ed elettrico, è quanto mai liberatorio, ma il resto del disco sviluppa sonorità volutamente inquietanti miste ad un “beat” ossessivo, rallentato ad arte, espressione di uno stato di malessere e di disperazione che viene comunicato senza troppi filtri e finzioni. E’ musica pura, semplice, anche quando il ricorso ad una serie di accorgimenti propri dell’elettronica ci lascia inizialmente sorpresi. Ma poi l’orecchio si abitua a tale nuova commistione di suoni, ad moderato utilizzo della chitarra elettrica, i cui arpeggi sono appena accennati, a “slow ballad” ipnotiche come “Tomb Of Ligeia” - dal noto racconto di Edgar Allan Poe - con quelle malinconiche note di piano ben presto infrante da un “beat“ percussivo dal quale emerge una sezione vocale fortemente evocativa e drammatica. Su “King Diamond “ invece prevalgono arrangiamenti vicini alla “techno music”, determinati da una base ritmica percussiva e disperante.Il linguaggio della disillusione e del disincanto dimora in ogni crepa dell’album, i suoni pian piano diventano di una tristezza lancinante, la sezione vocale risuona lontana e sommessa, come quasi se i Team Sleep volessero provare a leggere l’interno del cuore di quella umanità indifferente e distante che ci cammina accanto, e si ritraessero schifati.
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03/08/2005 -
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