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Valentina dorme
Il Coraggio Dei Piuma
2005
Fosbury records / Audioglobe
di Renzo Stefanel
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Cosa sarebbero stati gli Smiths se Johnny Marr avesse deciso di assumere come secondo chitarrista Thurston Moore dei Sonic Youth e avesse sostituito Morrissey con Ivano Fossati? Senza dubbio i Valentina Dorme. Per chi non li conoscesse ancora, dirò che questo quintetto, osannatissimo nel mondo indie nazionale, viene dal trevigiano si è formato alla fine del 92, ha lottato con gli Estra per la leadership del rock trevigiano, e ha perso la corsa quando il gruppo di Casale è stato messo sotto contratto. Poco male, perché quando i Valentina dorme hanno trovato il contratto, nel 2002, hanno subito vinto il premio “Fuori dal Mucchio” per il miglior esordio italiano, con “Capelli rame”. Dopo due anni e un’attesa spasmodica da parte degli indie fans, esce il nuovo “Il coraggio dei piuma”. Mollica direbbe: “Diciamolo subito, è un album bellissimo”. Io vi dirò: è davvero un bel disco. I Valentina dorme raccontano piccole storie di piccole esistenze stanche e sfiduciate, con lo stesso piglio che avrebbe in letteratura il padre del minimalismo Raymond Carter, di cui non a caso figura una citazione all’interno della bela confezione del cd. Ma sono storie dense, che richiederanno tutta la vostra attenzione, a conferma del piglio autorale con cui sono scritte: potranno darvi molto però. Se i conterranei Northpole scrutano il mondo attraverso i piccoli segni delle esistenze individuali, i Valentina dorme disegnano dei ritratti intimistici di esistenze claustrofobiche cui sta troppo stretta la stanza della vita. Canzoni come decori delle maioliche del servizio buono della zia anziana, pieno di garbo e buon gusto ma che si vorrebbero gettare contro il muro, assurdamente sfondandolo e aprendosi una via di fuga. Ma, si sa, le tazzine non abbattono i muri. Perciò il canto del leader Mario Pigozzo Favero, dal timbro simile a un Davide Toffolo (Tre Allegri ragazzi morti) timido, pur articolandosi in ricami melodici, non si spiega mai a dovere, rinunciando alla piena cantabilità del ritornello pure dove la canzone è potenzialmente un grande singolo, come “Canzone di lontananza”, che entra in testa subito e le radio farebbero bene a notare. Ma proprio qui sta anche il discrimine dei Valentina dorme. Impossibile non apprezzarli e non riconoscerne la grandezza. Ma se vi piace il cantato spiegato, i Valentina dorme vi faranno l’impressione di quei ragazzi timidi e scostanti. Però dategli un ascolto. Ne vale la pena. Alla fine vi conquisteranno.
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27/07/2005 -
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